Il futuro della sinistra, una sinistra per il futuro

Questo post contiene l’articolo a mia firma uscito il 16 marzo 2017 sul numero 2/2017 della rivista MicroMega.

Micromega ci chiede di riflettere su quali siano le coordinate per dare un futuro alla sinistra del nostro Paese. È una riflessione importante, in un momento in cui la classe dirigente della sinistra sembra aver perso in Italia, in Europa e nel mondo, la capacità di elaborare politiche riformiste. Eppure da almeno vent’anni esiste un’energia che ha voglia di costruire un modello di Paese e di società differenti. È l’energia dei differenti movimenti che, spontaneamente, hanno mostrato e continuano a mostrare di voler cambiare la situazione che hanno di fronte: un’onda ‘sommersa’ che ribolle, che ha voglia di esprimersi e a cui dobbiamo dare una forma.

Quelli che viviamo sono giorni in cui il clima a sinistra non ispira entusiasmi né speranze: il referendum del 4 dicembre sembra aver sancito – definitivamente e senza appelli – una rottura tra “classe dirigente” e cittadini, inasprendo ulteriormente le condizioni di sfiducia nelle istituzioni che caratterizzano l’attuale situazione politica. Ma ancora una volta nessuna riflessione sui motivi del voto, su alcune scelte che dovrebbero preoccupare soprattutto la sinistra – penso al voto dei giovani e a quello nel Mezzogiorno. Al contrario, nel momento in cui sarebbe necessario elaborare una risposta politica, la discussione, ridondante e interminabile, si incentra esclusivamente sulla legge elettorale. Leggi di più


Legge e legalità: le armi della democrazia

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Questo post raccoglie il mio saluto in occasione dell’incontro “Legge e legalità: le armi della democrazia. Dalla memoria della Shoah ad una integrazione dei diritti dell’uomo nell’Unione Europea”, che si è tenuto a Roma, presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana, il 26 gennaio 2014.

Alle autorità, agli studiosi e al pubblico presenti vanno il mio saluto e il mio ringraziamento. Siamo onorati di ospitare oggi, nella sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, questa importante giornata di riflessione organizzata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, istituita sedici anni or sono come momento non solo di ricordo delle vittime della più immane tragedia della storia umana, ma anche come occasione di riflessione collettiva sull’importanza della democrazia e dell’antirazzismo, strumenti essenziali per garantire che simili eventi non abbiano mai più a ripetersi.

Come sappiamo, quest’anno, il prossimo 25 marzo, si celebrerà il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma: uno dei momenti storici in assoluto più significativi per la realizzazione del sogno europeo di uno spazio comune fondato sulla pace, sull’interazione e sulla comunione d’intenti per la realizzazione dei diritti di ogni individuo. Questa Europa, nata sulle ceneri di una distruzione di proporzioni immani, si è voluta fondata sui valori del rispetto della vita e della diversità, incardinata sul solido e irrinunciabile principio della lotta ad ogni forma di razzismo e di pregiudizio etnico, religioso o culturale. Leggi di più


A tre anni dal rientro dei Bronzi nella loro casa

15541912_658556267639002_3200334697739804467_n (2)Questo testo raccoglie il mio intervento del 16 dicembre 2016 in occasione dei 3 anni dal ritorno dei Bronzi di Riace nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dal titolo: “Cosa fare per passare dal successo del Museo allo sviluppo del territorio”

Gentili e cari amici,

è con grande emozione che sono qui oggi a festeggiare insieme a voi il terzo anniversario del ritorno dei Bronzi di Riace nella loro casa; questa iniziativa, che vede la partecipazione delle Istituzioni e di numerosi enti e soggetti impegnati nella valorizzazione delle statue e del Museo, è il modo in cui la città manifesta a gran voce lo strettissimo rapporto identitario con il suo patrimonio culturale, e il coinvolgimento dei ragazzi dell’Istituto Righi, che così appassionatamente si sono dedicati allo studio dei Bronzi, del loro valore storico e artistico, delle fasi del loro restauro e della loro promozione turistica – anche grazie all’impegno del FAI, che forma ogni anno centinaia di ragazzi al ruolo di guide per la visita dei nostri tesori più preziosi – è la migliore testimonianza di una comunità che crede fermamente in un futuro basato sulla cultura come veicolo di partecipazione civile e come volano di rilancio del territorio.

Ringrazio naturalmente anche il Comitato per la valorizzazione e la tutela dei Bronzi di Riace e del Museo archeologico di Reggio Calabria e l’associazione Quello Che Non Ho, che quotidianamente si impegna per la tutela e l’insegnamento dei diritti nelle scuole di Reggio Calabria attraverso l’organizzazione di laboratori, visite guidate, momenti di formazione, incontri con professionisti del mondo dell’arte e della comunicazione, confronti con testimoni che giornalmente si occupano di antimafia, giustizia, lavoro, istruzione, e che tanto impegno ha profuso, insieme allo staff e alla dirigenza del Museo e ai docenti e agli studenti dell’Istituto Righi, nell’organizzazione di questa ricca giornata.

Giornata che naturalmente riporta alla mia memoria quella di tre anni fa, e tutto il percorso che ho condiviso con i restauratori, con il personale del Museo e della Sovrintendenza, con la segreteria regionale del Mibact, con i ricercatori di ENEA e CNR, con tutti i cittadini che hanno pazientemente aspettato per oltre tre anni, dal 2009 al 2013, che i Bronzi tornassero nel loro Museo. Leggi di più


La diplomazia culturale per lo sviluppo dell’Africa

fi3Questo post raccoglie il mio intervento al convegno La diplomazia culturale per creare sviluppo, tenutosi a Roma, presso l’Accademia d’Egitto, il  26 Ottobre 2016.

Alle autorità, agli studiosi e al pubblico presenti vanno il mio saluto e il mio ringraziamento. Desidero ringraziare in primo luogo Cleophas Adrien Dioma, presidente dell’Associazione Le Réseau, che dal 2002 opera per valorizzare l’apporto dei migranti alla cultura, all’economia e alla vita civile del nostro Paese e che organizza ormai da quattordici anni il festival Ottobre Africano, un mese di eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale che spaziano dalla letteratura, all’arte, alla musica, al cinema nonché al dibattito socioculturale, con il meritevole obiettivo, come mi ha scritto Dioma, «della reciproca conoscenza e della collaborazione fra immigrati ed italiani, per favorire un’integrazione fondata sul rispetto, sulla comunicazione, sullo scambio e sulla valorizzazione culturale».

È con grande piacere che ho accettato l’invito a partecipare al convegno La diplomazia culturale per creare sviluppo, organizzato all’interno del festival per aprire una riflessione di ampio respiro sul tema della cultura come veicolo per la costruzione di nuove e più equilibrate relazioni internazionali, perché credo che questo sia un nodo fondamentale della ridefinizione dei rapporti tra nord e sud del mondo e tra oriente e occidente; una ridefinizione che passa dall’emergere di nuove potenze finanziarie e dalla fine del primato dei Paesi occidentali, e che sta avvenendo con una rapidità impensabile rispetto al passato a causa del repentino accorciamento delle distanze causato dalla globalizzazione e dallo sviluppo delle nuove tecnologie. Leggi di più


Libri, un danno per l’Italia la guerra Milano-Torino

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Pubblicità sulla autostrada Torino-Milano (verso il 1933)

Questa intervista con Marco Esposito è stata pubblicata per la prima volta sul Mattino di Napoli il 25 settembre 2016.

Massimo Bray, ex ministro della Cultura e direttore della Treccani, sta per diventare presidente della Fondazione del Salone del libro di Torino. La nomina cade nel trentesimo anno del Salone ma, anche, nel primo anno in cui il Salone del libro di Torino subirà la concorrenza del neonato Salone del libro di Milano. Milano dopo l’Expo sta diventando una città pigliatutto. Il Mattino ne ha discusso con l’ex sindaco di Torino Valentino Castellani, con il rettore della Federico II Gaetano Manfredi e con il finanziere e appassionato d’arte Francesco Micheli. Qual è il suo parere, visto il ruolo che andrà a coprire?

«Lunedì si riunirà la Fondazione per cambiare lo statuto. Spetta ai soci decidere sulla governance e fare le proprie scelte».

Capisco, ma la vicenda del Salone del libro l’avrà seguita…

«Certo. E mi ha colpito l’impossibilità di trovare un accordo tra Torino e Milano: è come se gli interessi particolari avessero impedito qualsiasi spirito costruttivo. Eppure si sono impegnati due ministri: Franceschini e Giannini».

L’accordo era possibile?

«Un accordo è sempre possibile se c’è spirito costruttivo. Facciamo una valutazione politica: abbiamo fatto grandi investimenti come sistema paese per collegare alcune grandi aree urbane con l’alta velocità. Oggi si va da Torino a Milano in 35 minuti. In 35 minuti si legge qualche capitolo di un libro. Si potevano organizzare eventi coordinati nelle due città e cominciare a utilizzare davvero questo collegamento». Leggi di più


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