L’importanza delle soprintendenze, la tutela del patrimonio

soprintendenzeL’articolo di Giovanni Valentini apparso su Repubblica di domenica 9, mi spinge ad alcune riflessioni.

Credo che se l’Italia ha ancora un paesaggio e un patrimonio culturale così importanti da essere tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, lo dobbiamo a secoli di tutela e custodia – vorrei dire a secoli di amore e passione – degli italiani per il loro Paese. Leggi di più


Il futuro della memoria

tarantoSono stato molto contento dell’invito a partecipare al convegno* organizzato dall’Università di Bari, dalla Commissione Cultura di Confindustria e da Confindustria Taranto: «Il futuro della memoria». Titolo particolarmente suggestivo, che si presta – credo – a una duplice lettura: una più letterale, in riferimento diretto al nostro patrimonio culturale – la nostra «memoria» di Paese, di società, di comunità – e al suo ruolo nell’Italia degli anni che verranno, alle prospettive di sviluppo, anche in chiave turistica ed economica, che si legano ad una accorta strategia organica di valorizzazione; allo stesso tempo, mi piace leggere l’accostamento di questi due termini, «futuro» e «memoria», in relazione all’importanza del rapporto con il passato e la cultura per la nostra identità nazionale, il nostro essere cittadini responsabili, il nostro sentirci comunità. «Chi non ricorda, non vive», scrisse uno dei nostri massimi filologi, Giorgio Pasquali; ed è fondamentale, per qualsiasi società, saper conservare, sapersi prendere cura del proprio passato, quel passato la cui conservazione è imprescindibile requisito per la conoscenza di sé e degli altri, per la consapevolezza della propria identità, per la capacità di pensare e di progettare il proprio futuro: è la memoria del passato che ci consente di definire la nostra identità di persone e di comunità; che ci permette di entrare in dialogo con le comunità diverse dalla nostra; che deve guidarci nelle scelte e ispirare il nostro agire. Leggi di più


Al binario 21 per non dimenticare e vigilare perché la tragedia non si ripeta

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Dal binario 21 della stazione centrale di Milano il 30 gennaio 1944 circa 650 ebrei vennero avviati ai campi di Auschwitz–Birkenau

La cerimonia con la quale si ricorda oggi*, nel settantesimo anniversario, la deportazione degli Ebrei partiti dalla Stazione Centrale di Milano il 30 gennaio 1944 e nei mesi successivi, iniziativa meritoria che si deve alla Comunità Ebraica di Milano e alla Comunità di Sant’Egidio, costituisce un momento importante all’interno delle commemorazioni di una delle massime tragedie della storia umana.

Una cerimonia che ci richiama al dovere del ricordo con le testimonianza e con la forza degli stessi luoghi e degli oggetti materiali – i vecchi vagoni collocati sul binario dal quale partivano, e che ci esorta allo stesso tempo, con la presenza di voci di diversa provenienza, a ricordare tutti i genocidi avvenuti nel corso del Novecento, e insieme quelle persecuzioni e quei massacri che hanno tragicamente scandito il secolo scorso. Leggi di più


Il ruolo della cultura nelle relazioni internazionali

visita a bam

La cultura ha cominciato a svolgere un ruolo di primo piano nel campo delle relazioni internazionali e della diplomazia, grazie anche alla crescente consapevolezza della forza dirompente che può e deve avere il suo messaggio.

Venerdì sono partito da Roma  per l’Iran, per una visita ufficiale che mi vedrà impegnato fino a oggi*. In questa missione affascinante, coinvolgente e ricca di confronti e sensibilità, mi è stata data l’opportunità di incontrare alcune delle principali personalità culturali della vita politica iraniana, di visitare luoghi di rara bellezza e condividere riflessioni e idee con esperti e studiosi che hanno, come me, il privilegio di occuparsi della risorsa più preziosa di un Paese: il patrimonio culturale.
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Carditello, Tommaso e la voglia di cambiare del Mezzogiorno

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Alla Reggia di Carditello con Tommaso Cestrone

Ho visitato la Reale Tenuta di Carditello il 26 ottobre. Mi guidava Tommaso Cestrone, che tutti hanno conosciuto come l’angelo di Carditello, il volontario che gratuitamente si occupava di custodire il giardino e gli arredi dalle incurie e dalle ruberie. Carditello è un luogo straordinario di memorie storico-architettoniche, storico-artistiche.
Prima di entrare nella reggia, Tommaso mi ha ricordato che di promesse qui ne sono state pronunciate tante. “Parole politiche, davanti a televisioni; parole d’aria” come le ha definite lui, che non hanno portato mai ad alcuna soluzione. Leggi di più


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