Il sorriso, la passione, la forza dei nostri campioni paralimpici

Bebe VioQuesto post raccoglie il testo del mio intervento in occasione della presentazione vocabolario Treccani con la nuova definizione di paralimpico, svoltasi il 23 novembre 2018 alla Stazione Tiburtina di Roma, nel corso del Festival della Cultura Paralimpica.

Signor Presidente della Repubblica,

oggi presentiamo la nuova edizione del Vocabolario Treccani, all’interno della quale è contenuta la nuova definizione del termine paralimpico elaborata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana insieme al presidente del Comitato Paralimpico Italiano Luca Pancalli.

Questa parola ha cominciato a circolare nell’italiano scritto all’inizio degli anni Novanta per essere assunta nei documenti ufficiali a partire dal 2003, relativamente agli atleti che partecipavano alle Paraolimpiadi. Ma da lì si è innescato un moto di innovazione ed estensione che ha portato sempre più italiani a usare l’aggettivo paralimpico anche per indicare qualsiasi persona diversamente abile che pratichi sport. Questo ci incoraggia a credere che la nostra società voglia divenire sempre più inclusiva: handicappato, minorato, disabile sono termini che il cittadino italiano ha iniziato, anche grazie all’influsso dei mezzi di comunicazione di massa ma soprattutto per sua sensibilità, a percepire prima come connotati negativamente, e poi come esplicitamente offensivi. Leggi di più


Un confronto tra generazioni

Il testo di questo post raccoglie il mio intervento pronunciato il 13 luglio 2018 nella Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana in occasione dell’incontro dal titolo “Nelle grandi fratture. Un confronto tra generazioni”, organizzato dall’Associazione Sinistra Anno Zero.

La parola cambiamento è una delle parole più utilizzate nella nostra quotidianità. Siamo al centro di un cambiamento che ha pochi precedenti nella storia dell’umanità. Forse solo l’invenzione della scrittura e quella della stampa a caratteri mobili o dei telai meccanici possono essere paragonati per effetti alla profonda trasformazione che si sta diffondendo in seguito all’affermazione delle nuove tecnologie. Il bisogno di cambiamento è diffuso e intergenerazionale.

Cambia il modo di comunicare, di lavorare, di vivere. Tutto cambia, potremmo dire, mentre ci siamo risvegliati da quello che è stato definito «il sogno dogmatico della perfezione del mercato». La crisi del capitalismo globale finanziario che stiamo ancora vivendo è una crisi politica e culturale prima che economica da cui uscirà anche qui un mondo profondamente cambiato. Leggi di più


L’Italia deve credere nella cultura

Questa è la presentazione che ho proiettato a Ivrea il 7 aprile 2018 in occasione della seconda edizione di SUM.

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Rita Levi Montalcini e Miriam Mafai: due grandi italiane

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In questo post ho raccolto il mio intervento in occasione della presentazione dei volumi “Rita Levi Montalcini” di Marcella Filippa e “Miriam Mafai” di Lidia Luberto, editi da Pacini Fazzi nella Collana “Italiane, tenutasi a Roma, presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana, il 6 marzo 2018. 

Presentiamo qui, oggi, nella sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, due volumi di grande interesse per il pubblico delle lettrici e dei lettori italiani interessati ad approfondire la vita e l’opera di alcune tra le donne più importanti del panorama culturale, scientifico e politico italiano dall’Unità ad oggi.

Le protagoniste di queste due biografie, scritte rispettivamente da Marcella Filippa e Lidia Luberto, sono Rita Levi Montalcini e Miriam Mafai: nomi tra i più noti non solo tra gli addetti ai lavori del mondo della scienza, della politica e della cultura, ma conosciuti da tutti per il contributo assolutamente innovativo e imprescindibile apportato ad entrambe alla vita intellettuale del nostro Paese. Leggi di più


Al Liceo San Leucio per discutere di corruzione e legalità

Al Liceo Artistico San Leucio di Caserta con Raffaele Cantone e Nadia Verdile

Foto di Carlo Marino

 “La corruzione spuzza” (2017), il titolo del libro di Raffaele Cantone e Francesco Caringella riprende una frase pronunciata il 21 marzo 2015 da Papa Francesco durante una visita ai ragazzi di Scampia: «Un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano», ha detto il Papa, riportando alla semplice e cruda realtà dei fatti un fenomeno che, seppur al centro di continue analisi, ricerche, studi di settore, sembra impossibile da debellare completamente dalla vita istituzionale e economica del nostro Paese.

Scrivono Cantone e Caringella che la corruzione del Terzo millennio, come mostrano le inchieste su «Mafia Capitale» e sul Mose, «è diversa dal passato, in quanto si è eretta a sistema pervasivo, tentacolare, spietato. Non più solo passaggi di denaro, ma giri vorticosi e smaterializzati di favori, piaceri, collusioni. Non più il classico accordo privato fra corruttore e corrotto, ma la creazione di un’organizzazione criminale attraverso cui politici, burocrati, imprenditori e mafiosi perseguono gli stessi obiettivi». Leggi di più


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