Perché dobbiamo avere fiducia nel’Iran di Rouhani

Alla cittadella di Bam

Alla cittadella di Bam

Questo post è uscito per la prima volta sull’edizione italiana di Huffington Post il 7 aprile 2015

Il significato della bozza di accordo raggiunto a Losanna per garantire la natura pacifica del programma nucleare iraniano, va oltre il significato di quelli che sono i punti specifici su cui si è trovata una mediazione.

Per la prima volta, dopo molti anni, le principali diplomazie internazionali sono tornate a svolgere un ruolo importante nella ricerca di una soluzione pacifica ai molti problemi che hanno di fronte. Leggi di più


Le mie dimissioni dalla Camera dei Deputati

Roma, 24 febbraio 2015
Al Presidente della Camera dei Deputati
On. Sig.ra Laura Boldrini

Illustre Presidente,

Ti scrivo per comunicare la mia intenzione di dimettermi dalla Camera dei Deputati che autorevolmente rappresenti e presiedi.
È, come puoi immaginare, una scelta sofferta, che provoca un autentico dispiacere e che sento il dovere di motivare.

In questi giorni si potrebbe concretizzare l’ipotesi di un mio maggiore impegno all’interno dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dove ho avuto l’onore di iniziare a lavorare nel 1993 con Rita Levi Montalcini, ed è oggi presieduto da Franco Gallo. Una posizione come quella che mi è stata proposta non mi consentirebbe infatti di dedicare tutta la dovuta attenzione e il necessario impegno ai miei doveri di parlamentare.

Pur non esistendo impedimenti formali, le mie motivazioni vanno lette nella scelta convinta di dedicarmi a tempo pieno alla vita di un Istituto dove mi sono formato, maturando quell’esperienza che ho provato a mettere con tutta la dedizione possibile, attraverso il mandato parlamentare, al servizio del mio Paese e dei miei concittadini.

La scelta del Partito Democratico di candidarmi, è stata una scelta mossa dalla consapevolezza della necessità di mettere la Cultura al centro dell’iniziativa politica; spero di aver interpretato nel modo migliore questa richiesta e le aspettative dei cittadini. Ho provato, anche nel periodo in cui ho avuto l’onore di ricoprire un ruolo istituzionale di diretta responsabilità, di tener viva la “sfera pubblica”, valorizzare tutte le forme di cittadinanza attiva, nella convinzione che sia l’unico modo per dare linfa alla democrazia, per ricostituire quel legame di fiducia che sembra essersi spezzato, partecipando a discussioni sul merito dei problemi, svolgendo un ruolo diretto nella definizione di una legge dedicata alla Cultura.

Spero di essere stato capace di rispettare questi doveri sia nel ruolo esecutivo che di legislatore; di sicuro mi ci sono dedicato con tutta la passione e le attenzioni possibili, convinto come sono del valore e dell’importanza delle istituzioni, nonché della necessità di interpretare il ruolo istituzionale come una missione. Ho cercato di conoscere e ascoltare le donne e gli uomini – moltissimi – che dedicano la loro vita alla Cultura, condividere quel sentimento che resiste forte nel Paese di rispetto verso i beni comuni. La straordinaria opportunità che ho avuto la fortuna di vivere ha segnato profondamente la mia vita, accumulando ricordi che non potrò mai dimenticare e intrecciando relazioni che mi auguro di poter continuare a coltivare.
Rispettare lo Stato e le Istituzioni significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre come obiettivo il bene della comunità. Ecco perché vivo con sofferenza questa scelta, ma sono nello stesso tempo convinto che siano molti i luoghi in cui si possa dare un contributo alla vita democratica del nostro Paese.

Il Parlamento è e deve restare un’istituzione fondamentale per l’espressione della volontà popolare, sebbene non siano mancati in questi due anni motivi di riflessione critica sulla conservazione della sua centralità nella formazione delle decisioni. Tuttavia non è questo tipo di considerazioni – che comunque varrebbe la pena di approfondire –, che mi porta a scegliere un’altra strada, bensì la convinzione di poter essere più utile cogliendo la nuova opportunità che mi viene offerta.

Ti chiedo di rivolgere un profondo sentito ringraziamento a tutti i parlamentari e a tutto il personale del Parlamento che con professionalità ha sempre avuto la pazienza di coadiuvare il mio lavoro.

 

Un caro saluto,

Massimo Bray

 


La centralità della diplomazia culturale nelle relazioni tra Iran e Italia

Conferenza Iran Italia Treccani 2

Un momento della conferenza nella sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica, sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana

Questo post raccoglie il mio intervento pronunciato nel corso della conferenza dal titolo: “La centralità della diplomazia culturale nelle relazioni tra Iran e Italia”, tenutasi presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana, il 12 marzo 2015, alla presenza del Ministro della Cultura e della Guida Islamica della Repubblica Islamica dell’Iran, Ali Jannati.

Un ruolo decisivo nello stabilire contatti, relazioni, scambi tra Paesi appartenenti a realtà anche assai distanti può essere svolto dalla diplomazia culturale: un ambito nel quale si sta diffondendo una consapevolezza sempre maggiore delle opportunità e del potenziale impatto positivo che un’accorta valorizzazione di ciò che è comune, e insieme del confronto e dello scambio reciproco su quanto è invece specifico delle diverse civiltà, può avere sul piano dei rapporti diplomatici e del dialogo politico, così come su quello degli scambi commerciali e turistici – con particolare riferimento al turismo culturale –, oltre che più specificamente intellettuali. Leggi di più


La Cultura contro il terrorismo

Alla grande manifestazione di Parigi, simbolo di una comunità che vuole sottolineare la solidarietà verso i cittadini francesi e la ferma opposizione a qualunque forma di terrorismo, occorre affiancare la forza della cultura.

Sarà un’ottima occasione per discutere di Europa, per ridare slancio e passione ad un ideale, tornare a discutere di tolleranza, di valori, di pace e non solo di un sistema di rappresentanza. Quello che abbiamo di fronte è un problema di cultura e non un problema di democrazia come struttura politica, come rappresentazione, che è un modello tipicamente occidentale.

È stato detto da più parti che non dobbiamo confondere il terrorismo con l’Islam, facendo l’errore di omologare tutto. Non possiamo demolire l’immagine di grandi civiltà e religioni, riconducendole a forme di estremismo o di arretratezza culturale. Leggi di più


Le parole della violenza, nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

grazie della fotografia Maria Grazia Manco

Fotografia di Maria Grazia Manco

Questa mattina ho avuto il piacere di discutere con i ragazzi delle scuole di una piccola comunità del Salento, Sogliano Cavour, di diritti, rispetto e tolleranza.

Secondo dati Eures, nel 2013 sono stati 179 i casi di femminicidio in Italia, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente: una donna ogni due giorni. Eppure, la parola femminicidio è relativamente recente: esiste nella lingua italiana solo a partire dal 2001. Fino a quell’anno, l’unica parola esistente col significato di uccisione di una donna era uxoricidio. Ma uxoricidio, composta con quella parola latina, uxor, quindi moglie, alludeva per l’appunto solo all’uccisione di una donna in quanto moglie e veniva estesa anche agli uomini, quindi al coniuge in generale. Non avevamo una parola che alludesse all’uccisione della donna proprio in quanto donna. Nella lingua inglese invece, dal 1801 esisteva la parola femicide. E a questa prima parola se ne accostò, a partire dal 1992, un’altra che è “feminicide”.

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