La Cultura contro il terrorismo

Alla grande manifestazione di Parigi, simbolo di una comunità che vuole sottolineare la solidarietà verso i cittadini francesi e la ferma opposizione a qualunque forma di terrorismo, occorre affiancare la forza della cultura.

Sarà un’ottima occasione per discutere di Europa, per ridare slancio e passione ad un ideale, tornare a discutere di tolleranza, di valori, di pace e non solo di un sistema di rappresentanza. Quello che abbiamo di fronte è un problema di cultura e non un problema di democrazia come struttura politica, come rappresentazione, che è un modello tipicamente occidentale.

È stato detto da più parti che non dobbiamo confondere il terrorismo con l’Islam, facendo l’errore di omologare tutto. Non possiamo demolire l’immagine di grandi civiltà e religioni, riconducendole a forme di estremismo o di arretratezza culturale. Leggi di più


Le parole della violenza, nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

grazie della fotografia Maria Grazia Manco

Fotografia di Maria Grazia Manco

Questa mattina ho avuto il piacere di discutere con i ragazzi delle scuole di una piccola comunità del Salento, Sogliano Cavour, di diritti, rispetto e tolleranza.

Secondo dati Eures, nel 2013 sono stati 179 i casi di femminicidio in Italia, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente: una donna ogni due giorni. Eppure, la parola femminicidio è relativamente recente: esiste nella lingua italiana solo a partire dal 2001. Fino a quell’anno, l’unica parola esistente col significato di uccisione di una donna era uxoricidio. Ma uxoricidio, composta con quella parola latina, uxor, quindi moglie, alludeva per l’appunto solo all’uccisione di una donna in quanto moglie e veniva estesa anche agli uomini, quindi al coniuge in generale. Non avevamo una parola che alludesse all’uccisione della donna proprio in quanto donna. Nella lingua inglese invece, dal 1801 esisteva la parola femicide. E a questa prima parola se ne accostò, a partire dal 1992, un’altra che è “feminicide”.

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Lo “sblocca-regole”: cosa ne penso dello Sblocca-Italia

“Accelerare e semplificare la realizzazione di opere infrastrutturali strategiche, indifferibili e urgenti, nonché per favorire il potenziamento delle reti autostradali e di telecomunicazioni e migliorare la funzionalità aeroportuale; [...] la mitigazione del rischio idrogeologico, la salvaguardia degli ecosistemi, l’adeguamento delle infrastrutture idriche e il superamento di eccezionali situazioni di crisi connesse alla gestione dei rifiuti, nonché di introdurre misure per garantire l’approvvigionamento energetico e favorire la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali; [...] la semplificazione burocratica, il rilancio dei settori dell’edilizia e immobiliare, il sostegno alle produzioni nazionali attraverso misure di attrazione degli investimenti esteri e di promozione del made in Italy, nonché per il rifinanziamento e la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente al fine di assicurare un’adeguata tutela del reddito dei lavoratori e sostenere la coesione sociale”. Leggi di più


#bibliopride: è nelle biblioteche la vera soluzione alla crisi

biblioprideL’importante iniziativa di questa III Giornata Nazionale delle Biblioteche Italiane offre l’occasione per riflettere su alcune tematiche legate all’istituzione-biblioteca e al suo ruolo nel contesto delle società contemporanee. Se infatti da sempre, nella storia dell’uomo, alla biblioteca è affidato un compito fondamentale, quello di custodire e di mettere a disposizione di tutti il sapere conservato nei libri – e mi piace ricordare a questo proposito una bella frase tratta dalle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar: «fondare biblioteche è un po’ come costruire ancora granai pubblici», vale a dire luoghi nei quali riporre – potremmo parafrasare – nell’interesse della collettività quelli che sono davvero dei beni comuni; se è dunque questa, innanzitutto, la missione della biblioteca, si tratta di una missione che oggi appare, se possibile, ancor più urgente che in passato, nel momento in cui, come ebbe a osservare il compianto Cesare Segre, i rapidissimi cambiamenti che caratterizzano il presente in cui viviamo rischiano di renderci lontano e addirittura estraneo un passato che, con la sua «lentezza di movimento», è percepito sempre più come «un blocco unico rispetto a un presente dalla velocità vertiginosa»: una condizione, questa, alla quale Segre contrapponeva l’«urgenza di formulare protocolli e procedimenti per poter continuare a dialogare, come si faceva una volta, con i testi del passato».

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Il Governo rispetti gli impegni presi sulle grandi navi a Venezia

grandi navi venezia

Il bacino di San Marco a Venezia

 

Oggi ho presentato alla Camera una mozione sul tema delle “grandi navi” a Venezia, nella quale si chiede al Governo di rispettare gli impegni già assunti in Senato il 6 febbraio 2014.

In particolare il Senato aveva chiesto al Governo che tutte le soluzioni presentate da soggetti pubblici e privati fossero preliminarmente discusse in sede di valutazione ambientale e confrontate attraverso un processo trasparente e partecipato. Leggi di più


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