L’associazione Forum del Libro è un gruppo straordinario di bibliotecari, librai, editori e insegnanti che, da anni, organizza in diverse città italiane incontri sulla promozione del libro e della lettura. L’associazione mi ha proposto un impegno su cinque punti – simbolici e al tempo steso concreti – in favore della diffusione del libro e della promozione della lettura. I punti della proposta, sottoforma di lettera aperta – sono disponibili a questo indirizzo.

Ho deciso di sottoscriverli tutti, con le seguenti motivazioni:

e/leggiamo

1. SCUOLA
Un programma politico incentrato sul rilancio della Cultura come motore del cambiamento politico, sociale ed economico non può che considerare la lettura uno strumento fondamentale e la scuola il punto di partenza per una nuova diffusione dell’abitudine alla lettura come elemento-chiave per l’interpretazione della realtà. In quest’ottica, tutte le occasioni di lettura all’interno della scuola devono essere incentivate, a partire dal potenziamento delle biblioteche scolastiche fino ad arrivare a un coordinamento continuativo tra il mondo della formazione e quello delle istituzioni deputate alla tutela e alla condivisione del patrimonio librario nazionale.

2. BIBLIOTECHE E CITTADINANZA
La biblioteca, oltre a rappresentare il fulcro del sistema di conservazione della memoria storica di una comunità, è il presidio fondamentale a sostegno della Cultura, nelle città come nei piccoli centri. È dunque nostro primario interesse che il suo ruolo di centro di diffusione della lettura e dei valori positivi che essa veicola (socializzazione, integrazione, condivisione degli spazi e delle conoscenze, responsabilizzazione verso il bene comune) sia sostenuto dalle amministrazioni statali e locali, attraverso una pianificazione economica che riporti in primo piano il finanziamento dell’attività culturale.

3. LIBRERIE DI QUALITÀ
Un sistema culturale davvero funzionante necessita della collaborazione tra enti pubblici e privati cittadini; ci è ben chiaro come sostenere la diffusione del libro significhi sostenere i librai nell’ambito della cultura su più livelli, ‘dal produttore al consumatore’, e incentivare in primo luogo il numero dei lettori, ampliando così il bacino di utenti della molteplicità di prodotti culturali offerti dal mercato, ma innescando allo stesso tempo un circuito virtuoso in cui anche gli ‘addetti ai lavori’ (autori, editori, librai) trovino un maggior riscontro economico alla loro attività.

4. LEGGERE IN RETE
Il divario attualmente esistente tra editoria tradizionale e digitale deve essere superato a favore del riconoscimento della complementarità dei due media e del sostegno reciproco che i due mondi possono offrirsi. Agli operatori del settore non sono sfuggite le grandi potenzialità della Rete nel divenire strumento di conservazione e promozione di Cultura (digitalizzazione di volumi fuori commercio, informatizzazione di inventari, creazione di cataloghi bibliotecari on line); è importante che lo Stato continui a sostenere questo percorso e incentivi il libero accesso ai prodotti culturali messi a disposizione dalla Rete, ampliando contestualmente i suoi interventi in materia di tutela del diritto d’autore.

5. UN PIANO PER LA LETTURA

In un Paese che ancora soffre di un’alta incidenza di analfabetismo funzionale, e che comunque accanto ad alcune esperienze di eccellenza mostra il persistere di una scarsa attitudine alla lettura in diverse fasce della popolazione, ogni intervento volto ad avvicinare i cittadini alla realtà del libro e della lettura non può che essere guardato con interesse da un progetto politico che ponga la Cultura come primo tra i suoi obiettivi: in questo campo, tra i provvedimenti da adottare ci sono certamente incentivi alle attività del settore e agevolazioni fiscali per alcune categorie di utenti, accanto a una costante e rinnovata attenzione alla tutela e valorizzazione della ‘dimensione’ culturale in ogni ambito della vita associata.


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