Col FAI al Convento di San Francesco a Lequile

Uno dei luoghi che la Delegazione FAI di Lecce ha aperto al pubblico, in occasione della XXI Giornata di Primavera, è stato il Convento di San Francesco d’Assisi a Lequile.

Questo convento è una tipica testimonianza dell’architettura francescana riformata e fu costruito tra il 1613 e il 1619 da maestranze locali. La chiesa conventuale venne completata nel 1619, come attesta la data inserita nei pavimenti del refettorio e del corridoio del piano superiore.

I due elementi di arredo liturgico di maggior pregio presenti nella navata unica rettangolare (con otto cappelle laterali) sono il Crocifisso ligneo del 1693 che sovrasta l’altare maggiore, il primo mai costruito in Puglia e il tabernacolo, anch’esso in legno, realizzato alla metà del XVII secolo: uno dei capolavori di ebanisteria di fra’ Giuseppe da Soleto. La struttura a pianta pentagonale si realizza su tre livelli, terminanti con cupolino e croce superiore. Ovunque, sulla superficie, sono distribuiti piccoli specchi, di cui alcuni originali dell’epoca della costruzione, a simboleggiare e a favorire l’irradiamento di luce dall’altare maggiore della chiesa.

Il chiostro del convento di Lequile è di forma quadrata e ospita un pozzo centrale. I due frati (Luigi e Guglielmo) che oggi vivono nel convento devono essere dei giardinieri provetti, a giudicare dallo stato di eccezionale salute di cui godono le piante ornamentali e officinali che decorano il chiostro, insieme con i dodici affreschi del ciclo della Via Crucis realizzati da Padre Gregorio Cascione nel 1692, prima delle regola fissata da Clemente XII che fissò in quattordici il numero delle stazioni canoniche (1731).lequile convento 2

Anche il refettorio è di notevole interesse. Realizzato tra il 1692 e il 1695 presenta sugli schienali lignei scene dipinte a tema campestre, paesaggistico, venatorio e marinaro, alternati a festoni e angeli. Le pareti superiori sono decorate ad affresco: spiccano il Cenacolo sulla parete frontale e l’Incontro di San Domenico e San Francesco sulla controfacciata dell’ingresso.

Eppure il “pezzo forte” del convento francescano di Lequile resta la biblioteca costruita nel 1695. Conserva un fondo antico di 2093 volumi, tra cui cinquecentine, seicentine e settecentine di tipografi veneziani, romani, napoletani, francesi.

Il ciclo ad affreschi che decora lo spazio è piuttosto originale. Rappresenta, a partite dalla lunetta che insiste sulla porticina d’ingresso, dei fraticelli seicenteschi, tutti compresi, al cospetto dei grandi maestri della scuola filosofico-teologica francescana (che compaiono sulle altre lunette dirimpettaie), nella loro attività di prendere appunti ad una grande lezione ideale, proprio nella stessa biblioteca in cui sono conservati i libri fondativi delle loro dottrine. Gli autori che popolano i loro studi, a partire da Giovanni Duns Scoto, prendono vita, come immagini proiettate dalla conoscenza. Anche per questa dialettica inusuale tra le parti che compongono l’apparato iconografico del suo ciclo di affreschi umili, certamente un po’ naif, quella di Lequile è una delle più belle biblioteche conventuali del Salento.


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