Ecco le 2 librerie italiane tra le 20 più belle al mondo

Ci sono anche due librerie italiane nella selezione operata dal portale culturale statunitense Flavorwire, specializzato in eventi e notizie dal mondo dell’arte, della musica, del cinema e dell’editoria. L’iniziativa del sito parte da un realistico quanto amaro presupposto: Amazon sta gradualmente aggiudicandosi il mercato mondiale della carta stampata; perché mai, si chiede l’articolista, qualcuno dovrebbe volere alzarsi dal proprio divano per andare a comprare un libro, quando con un semplice click del mouse lo può ricevere direttamente a casa? Di motivi ce ne sono certamente moltissimi, e i lettori li avranno ben presenti. Tuttavia, Flavorwire vuole fornirne almeno altri 20 ai suoi utenti, pubblicando uno slideshow di splendide librerie da ogni angolo del pianeta, «così belle che vale la pena di uscire di casa (o dal Paese) per visitarle, che vi serva o no un nuovo libro da leggere».

Flavorwire sottolinea di aver scartato le grandi catene editoriali dai punti vendita standardizzati e dal limitato valore estetico, per concentrarsi invece sulle librerie più particolari, che non sono semplici ‘negozi’, ma vere e proprie ‘piazze’ al coperto dove incontrarsi e socializzare – e magari mettere qualcosa sotto i denti: luoghi studiati per sorprendere e affascinare, curati in ogni dettaglio da architetti e designer specializzati (come la Selexyz Bookstore di Maastricht, progettata dagli olandesi Merkx e Girod all’interno di un’antica chiesa dominicana). Quello che propone il popolare portale è dunque un vero e proprio ‘global tour’ in venti tappe, da capolavori architettonici come la Librería El Ateneo Grand Splendid di Buenos Aires, allestita in un teatro degli anni Venti, alla deliziosa Shakespeare & Company di Parigi, fondata nel 1951 dall’eccentrico bibliofilo statunitense George Whitman, alla Atlantis Books di Santorini, sperduta in mezzo all’Egeo, alla magica libreria per bambini Poplar Kid’s Republic di Pechino, fino ad arrivare all’ecologica Cafebrería El Péndulo di Città del Messico, immersa in una vegetazione lussureggiante.

Le tappe italiane sono la libreria e caffetteria Bookàbar di Roma, specializzata in arte antica, moderna e contemporanea, che si trova presso il Palazzo delle Esposizioni, e 10 Corso Como, la libreria specializzata nelle nuove tendenze che ha sede in una delle zone più ‘trendy’ di Milano. La prima è caratterizzata da un design minimalista, dove domina la componente bianca, e nasce con il restauro, durato cinque anni, dell’edificio in stile neoclassico progettato nel 1883 da Pio Piacentini (www.treccani.it/enciclopedia/pio-piacentini). L’ampio bookshop, dall’arredamento più che essenziale, occupa uno spazio di circa 450 metri quadrati e si sviluppa in tre grandi ambienti, i primi due dedicati a libri, cataloghi e supporti audiovisivi di argomento artistico, il terzo che ospita l’oggettistica, specialmente quella legata alle mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni. Lo stile architettonico della libreria è volutamente avveniristico, in contrasto con la zona circostante della capitale.

Diverso è il progetto culturale che caratterizza la libreria milanese fondata nel 1990 dalla gallerista ed editrice mantovana Carla Sozzani: uno spazio che unisce un bar ristorante, una galleria d’arte, una boutique di brand di lusso e infine il bookshop, specializzato in pubblicazioni, spesso in esclusiva per l’Italia, quali cataloghi di arte, moda, design, fotografia. L’ambiente, in stile glamour ed essenziale, è stato allestito all’interno di un ex edificio industriale tipico dell’architettura milanese dall’artista newyorkese Kris Ruhs.

Due modi differenti ed egualmente validi di fare cultura, due simboli dell’intraprendenza italiana che hanno fatto il giro del mondo. Ciò dovrebbe far riflettere sulla necessità di preservare e sostenere la piccola imprenditoria italiana nel settore della distribuzione editoriale: sono infatti moltissime le librerie storiche sparse per la Penisola, veri e propri gioielli della nostra tradizione culturale (per citarne solo alcune, la famosa libreria per ragazzi bolognese Giannino Stoppani; l’antica Libreria Fiorentino di Napoli, fondata nel 1936; la milanese Utopia, che ha dovuto recentemente abbandonare la sua storica sede in via della Moscova per il caro affitti; o la Liberrima di Lecce, un vero e proprio esperimento di ‘libreria diffusa’). E sempre più numerose sono, purtroppo, quelle a rischio chiusura a causa dell’impari confronto con la grande distribuzione e con il web marketing: è, questo, un altro tassello del nostro patrimonio culturale che bisognerà impegnarsi per salvare.


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