CatturaIl 28 maggio scorso vi ho chiesto di segnalarmi le priorità che avrei dovuto affrontare come Ministro della cultura e del turismo di questo Paese. Mi avete inviato ogni giorno tantissimi messaggi, attraverso Facebook, Twitter e la posta elettronica. Ho sempre provato a leggerli tutti e quasi sempre ci sono riuscito. Tutti mi hanno portato a pensare che quello scambio, iniziato spontaneamente ben prima del mio invito, potesse diventare un appuntamento fisso. Oggi, la lettura e la scrittura dei nostri messaggi sono uno dei momenti quotidiani da me più attesi nell’esperienza che ho la fortuna di poter vivere.

Nel corso dei mesi, non sarebbe stato lo stesso lavorare senza questo dialogo continuo. E non solo per la qualità dei contenuti che i vostri messaggi portano alla luce o per la puntualità con cui raccontano le storie dei luoghi della cultura, i principali beni comuni degli italiani; ma anche perché completano un ritratto più ampio del nostro Paese, che spesso non riesce ad essere rappresentato in altre forme. Quei messaggi mostrano un’Italia che sa indignarsi se un monumento non è tenuto bene; che gioisce sinceramente, quando vede un’opera d’arte antica restituita alla sua bellezza originaria; che propone soluzioni suggestive, innovative, altre volte semplicemente coraggiose, a problemi che, anche se toccano il patrimonio artistico o il paesaggio, spesso non sembrano toccare tutti noi. Un’Italia di professionisti della cultura e del turismo, che organizzano rassegne teatrali, festival, visite, mostre, presentazioni e che hanno compreso, coscienti delle poche risorse ma anche dell’enorme potenziale a loro disposizione, che la cultura è il miglior modo di superare questa crisi.

Un’Italia che vive intensamente i centri storici; che sa gioire o che ambisce a gioire di nuovo della sua bellezza. In altre parole, i vostri messaggi mostrano un’Italia che crede nel valore della Cultura.

Per questi motivi, ho deciso di proseguire il dialogo con voi in un nuovo ‘capitolo’ della nostra storia condivisa: un semplice sondaggio, sottoforma di questionario, rivolto a tutti gli italiani che lavorano negli ambiti della cultura e del turismo. Sia a quelli che mi hanno gentilmente scritto, per portare il loro contributo al tema della politica culturale e turistica del Paese sia a quelli – tantissimi – che non mi hanno ancora contattato. Il mio scopo è non perdere il contatto e anzi approfondire conoscenza e partecipazione, nella convinzione che la presenza nei territori di un tessuto culturale vivo e propositivo costituisca un’opportunità essenziale per il nostro futuro.

Il vostro contributo è fondamentale: vi chiedo di rispondere gentilmente e sinceramente alle domande del questionario, compilandolo in tutte le sue parti un’unica volta. Le vostre risposte, sia che esprimano dati oggettivi, sia che riguardino le vostre opinioni, rimarranno comunque anonime e saranno utilizzate solo ai fini di ricerca.

Vi ringrazio della pazienza e disponibilità. Vorrei che, con la vostra preziosa collaborazione, questa iniziativa potesse essere un primo passo verso una presa di coscienza forte e necessaria di quanto sia importante non solo conoscere gli strumenti, ma anche le persone, per trasformare il nostro straordinario patrimonio culturale in una fondamentale risorsa per tutto il Paese.

 


  1. da gianlucafloris 22 ottobre 2013

    Peccato non sia previsto nel questionario il mio mestiere: artista Lirico = tenore solista e regista (libero professionista)

    • da silvianera 22 ottobre 2013

      La vera emergenza nel settore di istituzioni culturali statali come le Biblioteche, spesso cenerentole anche rispetto ai musei, è la mancanza di turn over del personale: il personale in servizio è anziano, insufficiente e non ha possibilità di rinnovarsi con il contatto con i giovani, e neppure la possibilità di trasmettere loro le proprie competenze, che così vanno perdute…Servono nuovi concorsi!!
      e, naturalmente, una miglior concentrazione delle risorse finanziarie pubbliche e maggiori facilitazioni per i privati che vogliano investire in cultura e per gli enti pubblici per poter ricevere tali sponsorizzazioni

  2. da Fernanda 22 ottobre 2013

    grazie per il suo impegno Ministro

  3. da Maristella Tagliaferro 22 ottobre 2013

    Ho provato a rispondere con la massima sincerità, nei limiti concessi dal questionario.
    Grazie e buon lavoro

  4. da Vincenzo Pellegrini 22 ottobre 2013

    L’iniziativa del questionario mi sembra ottima, anche se la compilazione avrà i limiti del volontarismo. Credo che una consultazione per individuare priorità possa avere senso. Penso però che un grande sforzo vada fatto anche in direzione di una razionalizzazione del Ministero per recuperare risorse. Esistono innumeri duplicazioni di strutture amministrative accompagnate da molte arcaicità operative. Si lamenta l’insufficienza di dirigenti, ma occorrerebbe avere il coraggio di dire che, in realtà, l’organico è stato disegnato per aumentare dirigenze di prima fascia e creare dirigenze locali scarsamente funzionali nonché un eccesso di consiglieri ministeriali e di nomine esterne. Inoltre non sta scritto da nessuna parte che alcuni settori privati debbano vivere di finanziamenti. Tra le tante razionalizzazioni possibili occorre intraprendere quella di Biblioteche e Archivi, la cui missione va corretta alla luce dello sviluppo delle nuove tecnologie. Giustificare l’esistenza di strutture con la necessità di “presidiare” un territorio è, a mio avviso, una solenne sciocchezza. Nella cultura un territorio si presidia con attività e servizi, non con depositi e con un personale e uffici spesso, qui sì, pletorici. Ancora: le integrazioni con le altre realtà conservative o espositive locali è affidata solo all’iniziativa dei singoli e non ad un modello comune di intervento. Sforzi a costo zero come quelli del coordinamento di orari e aperture e la creazione di facilitazioni complessive su realtà, statali e non, sarebbero fonti di risparmio , e di efficiente utilizzo di risorse scarse. I discorsi sarebbero ancora lunghi. Voglio solo richiamare l’attenzione sul fatto che l’Amministrazione sconta ancora per quanto riguarda distribuzione (talora-occorre dirlo- qualità) del personale e anche organizzazione locale, gli effetti di una serie di provvedimenti, a cominciare da quelli per l’occupazione giovanile del 1977. Cerchiamo di imparare dagli errori ed evitiamo che il prossimo futuro turn-over sia un’ulteriore occasione per dar sfogo al clientelismo delle forze politiche (e anche sindacali) nonché per cedere a pressioni familistiche di origine interna. Le risorse oggi sono scarse. A mio avviso il Ministero deve virare verso una struttura agile di progettazione, ricerca, coordinamento e controllo esternalizzando al massimo i servizi nei quali i privati possono trovare ragionevole occasione di profitto (MA NON DI SACCHEGGIO E DI BIECA PREVALENZA DEI LORO INTERESSI SU QUELLI DELLA CORRETTA CONSERVAZIONE E FRUIZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE). I modelli messi in campo dall’UNESCO (a proposito: invece di impegnarci nella sterile e infastidente gara per il massimo numero di siti al mondo, curiamo e manuteniamo quelli già in lista e la presenza negli altri registri) possono essere utile fonte di ispirazione per rendere il patrimonio volano di sviluppo e creatore di ricchezza.

    • da Raffaele Di Costanzo 22 ottobre 2013

      Condivido molte delle cose che Lei scrive, mi piacerebbe però sapere come intenderebbe riformare il sistema nazionale di archivi e biblioteche ….

      • da Vincenzo Pellegrini 23 ottobre 2013

        @Raffaele Di Costanzo Le biblioteche sono destinate a divenire (anzi sono già divenute) qualcosa di diverso. Occorre in gran parte sostituire i luoghi con la possibilità di fruizione on line. I depositi per il materiale più recente possono essere accentrati con ampi processi di selezione dei volumi. La rete archivistica è pensata per uno Stato organizzato su Province , cosa che da decenni non è più. Anche qui occorre accentrare, orientativamente su base regionale, i depositi, sviluppare le possibilità di accesso on line e dedicare un’estrema attenzione alla selezione e conservazione della documentazione nata digitale, nonché alle migrazioni tra sistemi. Il discorso è , ovviamente, molto complesso, ma spero di averlo sintetizzato in maniera chiara.

  5. da Umberto 22 ottobre 2013

    Domanda: ma se continuiamo a rifinanziare la cassa integrazione, quindi a pagare stipendi a persone che momentaneamente non lavorano… perché non utilizzare le stesse persone per la manutenzione dei siti culturali e la loro guardiania? Si potrebbero riaprire decine di siti, chiese, musei… i cassaintegrati imparerebbero a conoscere il loro territorio, ad amarlo, rispettarlo, custodirlo… i turisti verrebbero più volentieri sapendo di trovare ciò che interessa loro aperto, pulito, fruibile… per esperienza credo che istruire un guardasala sia impresa non costosa e rapida… se facessimo manutenzione durante l’inverno a primavera potremmo già avere più turisti, una miglior reputazione in Europa e nel Mondo e un maggior orgoglio qui, tra noi, in Italia…

    • da Raffaele Di Costanzo 22 ottobre 2013

      La riconversione al lavoro dei cassintegrati, ai quali va tutta la mia solidarietà, deve riguardare solo in minima parte il MIBAC che sconta ancora i devastanti effetti dell’ l’ingresso di personale in esubero in altre realtà lavorative che non solo non hanno dato alcun apporto significativo, ma spesso hanno contribuito direttamente al degrado dei beni culturali. Andrebbe fatta una selezione in base alle capacità vere e all’accertamento di conoscenze almeno discrete dei beni culturali … Certo, se guardo agli ex cassintegrati oggi in forza all’ALES, che opera nei beni culturali, mi tremano le vene e i polsi….

  6. da Paolo Faravelli 22 ottobre 2013

    100 contro 1 che non farete niente perché di imprenditoria siete totalmente digiuni e se non lo foste non “guadagnereste” i soldi nostri facendo politica

  7. da Adriano Toccafondi 22 ottobre 2013

    Vorrei aggiungere la mia posizione sulla strategia di comunicazione.
    Il pubblico deve essere integrato dal privato. Mai però dare l’impressione di lavorare in modo distinto.
    Lo sforzo di comunicazione deve essere condiviso dai privati. Locale secondo me significa ogni regione.
    Ogni regione può e deve farlo, ma allo stesso tempo deve esserci una comunicazione univoca a livello nazionale.
    Deve essere chiaro infine chi può fare cosa. Chi è il referente pubblico della comunicazione a livello regionale.
    Grazie dell’opportunità.
    Adriano Toccafondi

  8. da Antonella Falletti 22 ottobre 2013

    Iniziativa lodevole. si potrebbero poi sapere i risultati? Grazie e auguri, signor ministro

  9. da da Isolablu 22 ottobre 2013

    Felice di questa sua iniziativa. Ho risposto con verità anche se avrei voluto aggiungere altre risposte, l’argomento è talmente grande per poter esprimere /dire le nostre esperienze di lavoro acquisite nel settore (anni 25 ad oggi) ma è tanto poter partecipare..!! Vengo dal convegno Lubec di lucca e mi creda molto demotivata… Ho sentito le solite belle PAROLE di rito, da convegno… tranne due interventi autorevoli che hanno detto la verità: cioè non si può cambiare niente, non c è la volontà di farlo politicamente, troppa burocrazia e troppa gente da gestire…! Ma credo in lei perchè è la prima persona che si occupa della nostra cultura. Grazie per l’impegno e buon lavoro.

  10. da Francesca 22 ottobre 2013

    Gentile Sig.re Umberto,
    prima di pensare all’impiego dei cassa integrati nel settore culturale non sarebbe meglio dare un lavoro a quanti in quel settore hanno investito con passione e dedizione anni della propria formazione e che ora si trovano ai margini del mondo del lavoro e quasi ridicolizzati dai selezionatori quando si candidano per una mansione, ovviamente di tutt’altro settore?
    E poi: l’essere laureata in storia dell’arte, ma disoccupata, non da diritto neanche a compilare il questionario?

  11. da anna maria tosatti 22 ottobre 2013

    interessante anche se come mibac ( io nn sono funzionario e tanto meno dirigente) nn è previsto proprio il ruolo del ministero. ma chi la segue, signor ministro, siamo proprio noi poveri dipendenti del suo dicastero. anche chi come me si sente turlupinato proprio dallo stato. archeologo con specializzazione e lungo curriculum ma assunto come vigilanza e usato come professionista…
    anche con l’ultimo concorso siamo stati come al solito beffati da norme burocratiche ingiuste. almeno secondo noi idonei
    in ogni modo, le auguro ogni bene xché al di là dell’amarezza di una vita, con lei posso dire che è la prima volta che ci accorgiamo di avere un Ministro!!!
    grazie dunque per il suo lavoro,
    anna maria tosatti
    sbat

  12. da Raffaele Di Costanzo 22 ottobre 2013

    Ill.mo Signor Ministro, evidentemente Lei e la sua struttura hanno un problema con gli archivisti, visto che li avete esclusi dall’elenco. Mi auguro che Lei voglia intervenire immediatemente per riparare a questa vergognosa esclusione.

  13. da Claudio 22 ottobre 2013

    Apprezzo l’impegno da parte del Ministro Bray di ascoltare idee e pensieri dei diversi “pubblici” che compongono il mondo turistico-culturale-territoriale… sarebbe interessante poterne leggere gli esiti.
    Il questionario ha alcune “debolezze” che coincidono con alcune lacune del nostro sistema turistico e questo fa capire quanto questi problemi siano profondi.
    Una su tutte è la questione della “disorganizzazione” locale e centrale… argomento di cui non vi è traccia nel questionario.
    Per andare oltre e ottenere indicazioni maggiormente rilevanti, sarebbe utile procedere con ulteriori survey più specifici inerenti singoli aspetti di questo “variegato” settore.

  14. da Angelo Restaino 22 ottobre 2013

    Gentile ministro Bray,

    vorrei sottolineare, a nome del gruppo Arch.I.M. – Archivisti In Movimento, di cui faccio parte, l’assenza fra i mestieri previsti dell’ “archivista”. Le parole, lo sappiamo, sono importanti, ed è bene partire da esse. Ci auguriamo sia solo una svista, e che possa essere presto corretta. Cordialmente

  15. da Daniela 22 ottobre 2013

    Egregio Ministro, se noi archivisti non siamo nemmeno inclusi nella lista delle figure professionali della cultura, ci indichi lei a che cosa allora siamo assimilabili. Una svista del genere francamente mi lascia basita ed è imbarazzante per Lei e tutto il suo staff. Cordialmente Daniela Nori

  16. da sara vian 22 ottobre 2013

    Archivisti? Archiviati. Attediamo fiduciosi il ripristino della categoria, a cominciare dalla dichiarazione di esistenza in vita in detto meritorio questionario. Grazie.

  17. da ViridianaRotondi 22 ottobre 2013

    Mi colpisce l’assenza degli archivi. Ho volentieri risposto al questionario che aiuta ad avere una mappatura ma certo è molto generico ho trovato difficoltà a inquadrare il mio lavoro nelle domande poste. Comunque buon lavoro e speriamo di confrontarci presto direttamente

  18. da Raffaele Di Costanzo 22 ottobre 2013

    Ill.mo Signor Ministro,
    nel prendere atto che il suo staff ha introdotto la figura dell’archivista – hoc erat in votis! – mi chiedo perché abbinare tale professione a quella di bibliotecario. Le due professioni non sono equiparabili sul piano scientifico per la profonda diversità che le caratterizza! Perché questo abbinamento? Gli archivisti non hanno diritto ad alcuna visibilità e autonoma dignità professionale? Le ricordo che questo paese possiede oltre 90 Archivi di Stato e 19 Soprintendenze archivistiche. Tanto per farle un esempio, la sola Soprintendenza Archivistica della Campania vigila su oltre 10.000 archivi presenti sul territorio regionale, appartenenti ad enti territoriali, archivi privati, ecc. E senza contare gli archivi degli enti statali periferici vigilati e sorvegliati dai 5 Archivi si stato campani, i cui numeri adesso non ricordo, ma Le assicuro che sono diverse migliaia… E mai possibile tale noncuranza? E per giunta dal nostro Ministero di riferimento? Non le nascondo che tutto ciò mi offende profondamente ….

  19. da Carling 22 ottobre 2013

    Il volontariato non è la soluzione!!! se prima non si investe sulla qualità professionale. Questo paese non vuole riconoscere le professioni del settore Beni Culturali e non ci permette di svolgere in tranquillità la professione nella quale anni abbiamo investito dopo anni di studio e di sacrifici.

  20. da Chiara 22 ottobre 2013

    Grazie Sig. Ministro! È la prima volta che compilando un questionario io possa indicare in modo chiaro la mia professione: Restauratore! Esistiamo davvero e vorremmo essere il valore aggiunto di questo Paese. Spero che a breve si possa riconoscere con una lista ufficiale la nostra professionalità.

  21. da Gerarda Ventura 22 ottobre 2013

    Sarebbe fondamentale pensare a una politica culturale complessiva riguardo beni e attività culturali applicando modalità di trasmissione nelle scuole. Le ricadute sull’indotto sarebbero conseguenti.

  22. da Adina Persano 22 ottobre 2013

    Grazie Ministro per aver scelto il Prof. Tomaso Montanari come suo collaboratore.

  23. da Loris 22 ottobre 2013

    Sig. Ministro vuole una proposta forte? Soppressione del Mibac e del Ministero dell’Istruzione per fonderli e articolarli in Direzioni generali specifiche (gestione del personale, formazione continua, gestione delle strutture, ecc.) e Agenzie snelle e operative. la cultura da sola non serve a nulla, così come la scuola, abbandonata a se stessa…ma comprendere che cultura e istruzione sono la stessa cosa, che l’una è finalizzata all’altra, che entrambe possono ridare respiro alla ricerca tecnica, tecnologia, scientifica e industriale ci darebbe un nuovo futuro, competitivo. conoscenze culturali molto più diffuse avrebbero fra l’altro molti risvolti positivi a livello sociale e anche politico!
    Grazie per l’attenzione e per lo spazio che ha reso disponibile.

  24. da Letizia 23 ottobre 2013

    Complimenti per l iniziativa. Le auguro un buon lavoro.

  25. da Alberto Carrà 23 ottobre 2013

    Guardi, le spiego una cosa – in un teatro medio-grande, lavorano decine di persone indispensabili (macchinisti, datori luci, fonici, addetti alla sartoria, facchini). Lo stesso avviene per gli eventi all’aperto (festival, concerti, manifestazioni). Per cortesia, almeno li raggruppi tutti come personale tecnico, prima di dare spazio alla peraltro nobilissima attività di agricoltore.

  26. da Riccardo 23 ottobre 2013

    Aver lavorato come informatico in BNCF è stata la più bella avventura della mia vita. Sono entrato trent’anni fa in BNCF come facchino e come tale ho lavorato fino al maggio 1989, quando mi è stato chiesto se avevo voglia di “occuparmi di computer”, nel senso d’imparare. C’erano tre personal computer in BNCF all’epoca, mentre adesso qualche centinaio. Al CED della BNCF avevamo responsabilità mi macchine del valore di svariati miliardi di lire. Considerato che nessuno di noi aveva uno straccio di qualifica per fare ciò che faceva, eravamo come dei corsari e avremmo forse dovuto farci sentire criptando i dati e alzando il Jolly Roger bei confronti dell’ICCU. E invece mai niente: silenzio, esilio morale e astuzia zero. Per ciò che mi riguarda ho contribuito a UOL, ho insegnato a molti colleghi a scrivere il proprio nome su una tastiera di pc. nel 1991, per circa sei mesi sono stato al pubblico, al catalogo, a insegnare sia ai colleghi che agli utenti come fare le richieste al computer, con quest’ultimi che reclamavano le loro care schedine di carta e i PS2 IBM non li avrebbero nemmeno voluti vedere. Poi mi è stato affidato un progetto (per disperazione), della serie “prenditi tutto il tempo che vuoi… tanto se non lo fai tu non lo farà nessuno”: una ditta ci aveva chiesto per farlo un miliardo e quattrocento milioni e a quanto pare noi non ce li avevamo. Con una copia pirata di CLIPPER (versione Summer87) e due manuali comprati di tasca mia mi sono inventato di essere un programmatore e nei ritagli di tempo ho recuperato il CUBI… che ci ho guadagnato? Due encomi, uno come facchino e l’altro come informatico, l’amicizia e il rispetto di molti miei colleghi, il piacere di lavorare (ormai assai poco) in uno di più grandi istituti di cultura di questo paese. Nel 74, mentre a Firenze giravano il primo Amici miei, io non avevo né una casa né un lavoro. Un pomeriggio accompagno in BNCF la ragazza che mi ospitava a fare una ricerca in biblioteca. Mentre l’aspetto nell’atrio d’ingresso e sto lì che l’aspetto, mi guardo un po’ intorno e niente… Quando lei torna dall’aver fatto le sue cose, mi chiede se mi sono annoiato. Le dico “sai, mi piacerebbe lavorare qui dentro…” Dieci anni dopo è successo. Purtroppo sono malato, ho un’alterazione genetica che da 15 anni mi costringe a fare dialisi tre volte la settimana. Sono anche un bipolare: la vita non è stata certo tenera con me. Però quei miei due giorni che riesco (non sempre purtroppo) a timbrare il cartellino in Nazionale, sono per me come domeniche di festa. Ciò che vorrei è che la gente capisse e/o sapesse che lavorare nella PA è servizio e poco a nulla soddisfazione. Nei media veniamo giorno dopo giorno umiliati da persone che sparano nel mucchio convinte comunque di far centro. E questo fa male… per me che sono figlio di ambulanti certi giorno fa venir voglia di dar giro al banco e…

  27. da Emma 23 ottobre 2013

    L’iniziativa del questionario mi sembra lodevole, tuttavia per quanto mi riguarda non è del tutto compilabile. “Lavoro” presso l’archivio storico di una fondazione privata di cui non conosco i dettagli finanziari e che non ha pubblico, le risposte alle domande su questi temi dovrebbero essere opzionali. Mi duole non leggere domande sulle condizioni contrattuali di chi opera nel settore dei beni culturali, problematica che ritengo una priorità al momento. Ritengo interessante il connubio cultura-turismo, ma credo sarebbe ancora più utile indagare i rapporti cultura-scuola. Condivido inoltre le osservazioni di altri utenti in merito all’eccessiva stratificazione delle sovrintendenze e soprattutto dello scarsissimo dialogo che intercorre tra queste. Penso infine che uno sguardo oltr’alpe in materia di management dei beni culturali – per quanto in paesi con realtà diverse da quella italiana – potrebbe essere di forte ispirazione!
    Anche per una precaria la speranza è l’ultima a morire. Buon lavoro.

  28. da tiziana 23 ottobre 2013

    Pericolosa la contrapposizione tra “concentrazione di risorse in grandi eventi” e “la diffusione delle risorse localmente” ambedue spesso indice di spreco di denaro un pubblico.
    Vorrei auspicare una riduzione di “grandi eventi” a favore di iniziative culturali di qualità diffuse nel territorio con continuità.Questo paese per diventare un buon “consumatore” di cultura dovrebbe in ogni caso ritornare a produrla.
    La cultura “nutre” non “sazia” .

  29. da Rita Apollonio 23 ottobre 2013

    Ho compilato il questionario al meglio anche se le risposte avrebbero dovuto essere multiple per più domande, in particolare l’ultima.
    Ci aspettiamo per prima una strategia di intervento sul turismo…quella elaborata dal suo predecessore non era male.
    Grazie e buon lavoro,

  30. da caterina ottomano 23 ottobre 2013

    Gentile Ministro. Il questionario riguarda i Mestieri dei beni culturali e del turismo. Cosa c’entra il volontariato? Possibile che se lo si debba trovare ovunque come il prezzemolo? Non si puo’ affidare a volontari non qualificati la gestione dei nostri beni culturali. Servono pro-fes-sio-nis-ti e alla svelta, anche.

  31. da carla 23 ottobre 2013

    Signor Ministeo le chiedo di venire a fare visita al real sito di Carditello. Una struttura che cade a pezzi e nessuno si mobilita per conservarla. L’Italia nata nella cultura, l’ignoranza la distrugge

  32. da Roberto Dionisi 24 ottobre 2013

    Una buona parte dei commenti che ho trovato lamenta che non è stata inserita nel sondaggio la propria categoria.
    Noi ci sentiamo di fare la stessa lamentela! Dico noi in quanto, quale Presidente Nazionale della categoria, parlo a nome della categoria stessa.
    La categoria è quella degli ANIMATORI che opera, in quanto ORGANIZZATORI DEL TEMPO LIBERO (altro enorme settore mancante nel sondaggio) sia nel Turismo, nel Turimo degli Eventi, che nella Cultura, Sport e insomma dovunque ci sia Tempo Libero da organizzare.
    Solo nel Turismo siamo la categoria più numerosa (sarebbe molto interessante se il sondaggio ne volesse accertare il dato!) ma non veniamo citati…al contrario delle guide ecc. ecc.!
    Ed oltre ad essere i più numerosi, ci sono alcuni dati (….trascurabili?! ) che parlano per noi:

    - siamo uno dei pochi settori che dalla sua nascita ( ben 60 anni ormai!! ) continua ogni anno a crescere e a conquistare fette di mercato: dagli iniziali villaggi (nati proprio sulla formula dell’animazione) ai campeggi, poi agli hotel, residences, navi da crociera, soggiorni estivi ed invernali di ogni tipo ed ultimamente perfino stabilimenti balneari ecc. ecc. INSOMMA DA SETTORE DI NICCHIA ALLA VACANZA DI MASSA DELLE FAMIGLIE E DEGLI ITALIANI !

    - ma non solo per gli italiani: i nostri animatori lavorano in tutto il mondo. Siamo ESPORTATORI dell’unico MADE IN ITALY attualmente non in crisi perchè supportati da un DNA particolarmente vocato per questo lavoro siamo Leaders indiscussi ed inattaccabili dalla concorrenza di chicchessia …e tanto meno dai Cinesi!
    Un dato per tutti, che chi è avvezzo a viaggiare può confermare: innumerevoli strutture turistiche nel mondo, navi da crociera ecc. dove l’unico staff di lavoratori italiani presente è quello degli animatori; mentre tutti gli altri settori (compreso quello di…cucina, di cui ci consideriamo a buon titolo l’eccellenza!) sono invece coperti da personale locale o comunque di altra nazionalità!

    - e per concludere, tralasciandone ovviamente tanti altri, un dato che basterebbe per tutti:
    SIAMO L’UNICO SETTORE CHE OFFRE ANCORA LAVORO AI GIOVANI !
    E che, UNICO DAVVERO NEL PANORAMA LAVORATIVO ATTUALE, FATICA A TROVARNE A SUFFICIENZA CON UNA PREPARAZIONE ADEGUATA, vedendosi costretto, anche in ciò forse unico settore nell’Italia in crisi, ad offrire ad oltre il 90% dei giovani il loro PRIMO INGRESSO AL LAVORO !

    E qui nasce la nostra VERA RICHIESTA AL MINISTRO, poichè siamo davvero l’unico settore costretto ad ASSORBIRE GIOVANI SENZA ALCUNA PREPARAZIONE ED ESPERIENZA!
    E la richiesta è: ATTENZIONE e soprattutto FORMAZIONE.
    Perchè, con i numeri sopra elencati … dopo 60 anni, solo quest’anno siamo riusciti a far entrare l’insegnamento della materia in un Istituto Statale per il Turismo…ma in 1 di numero (in Calabria), fra le migliaia in Italia …e in 60 anni!! (Da notare che la gran parte dei ragazzi che escono da questi istituti il loro primo lavoro lo troveranno proprio nell’animazione! Ed anche loro nella totale impreparazione al loro ruolo poichè in tutto il loro corso di studi sul turismo, neanche un accenno è stato fatto all’animazione.

    E allora se il vero problema della crisi italiana è proprio il lavoro per i giovani, come si può concepire questa totale dimenticanza di un settore così strategico sia per i giovani che per il Turismo?
    IL QUALE TURISMO, A SUA VOLTA, E’ ORMAI DA TUTTI CONSIDERATO STRATEGICO PER L’ECONOMIA ITALIANA?!

  33. da Riccardo 24 ottobre 2013

    capisco che un questionario, sebbene utile, è necessariamente schematico (probabilmente dovrebbero essere studiati più questionari); tuttavia credo sia utile essere coscienti che la “doppia o tripla attività” di cui si parla nel quesito è, almeno nella realtà museale che io vivo, la norma e non l’eccezione visto che si insiste ad affermare che la spesa sul personale deve essere ridimensionata. In questo senso mi chiedo come si intende conciliare la giusta richiesta di professionalità alte con l’esigenza economico-finanziaria di assegnare attività variegate alla stessa figura professionale. Forse si dovrebbe parlare anche di organizzazione nelle sue varie espressioni.

  34. da sabrina 24 ottobre 2013

    Buongiorno Ministro, fa piacere che finalmente qualcuno si accorga di noi, che lavoriamo in uno dei settori trainanti dell’economia (turismo -alberghi), che rappresentiamo verso il mondo il nostro Paese, che aiutiamo chi viene da noi a scoprire i luoghi in cui operiamo. Io ho la fortuna di far conoscere Firenze e Lei mi dirà: “facile”. Non proprio. Certo, partiamo avvantaggiati, abbiamo la fortuna di avere un Patrimonio Culturale tutto sommato ancora abbastanza curato (nonostante mani di statue spezzate, arrampicatori baby sul Duomo con il beneplacito di mammà, i Musei chiusi nei giorni Festivi, etc) però ancora ci difendiamo.
    Ma d’altra parte, nonostante la grande responsabilità di cui sopra, siamo tutelati? no. Riceviamo uno stipendio adeguato? No, avete mai sentito parlare dei lavoratori del turismo in agitazione? no. Eppure anche noi avremmo bisogno di una spolverata al CCNL, anche noi abbiamo realtà nella quale ci sono delle situazioni di lavoro non proprio cristalline.
    Le auguro buon lavoro Ministro, se ne avrà il tempo e l’Opportunità di cose da fare ce ne sono a migliaia. Ci aiuti a renderci orgogliosi di fronte ai visitatori stranieri del Nostro Paese, ci aiuti a farne conoscere le bellezze, ci aiuti NOI del settore ad avere contratti giusti ed equi
    Buona Fortuna

  35. da Antonio Deperte 24 ottobre 2013

    Egregio Ministro, ho vissuto all’estero per 26 anni e sono nel mondo del turismo per 30 anni. Ci siamo fatti sorpassare dalla Francia, Croazia, Spagna e atri paesi nella qualità di promozione dell’Italia all’estero. Dovremmo promuovere l’Italia sotto il cappello “Made in Italy” all’estero e lasciare solamente una promozione per regione e città in Italia. Abbiamo il paese che offre il 70% dei beni culturali e non sappiamo unire i nostri sforzi per portare più turismo nel nostro paese. Un offerta calendarizzata e mirata con promozioni in vari periodi dell’anno per cultura, sport, balrneare, sci, eventi. Un calendario equo e omnicomprensivo di tutte le nostre offerte, organizzato e supportato dal vostro miistro sarebbe solo l’inizio.
    Dovremmo anche migliorare l’effetto “made in Italy”. Mi piace usare come esempio lo stato dei bagni a FCO aeroporto, la consegna bagagli allo stesso, i nostri corpi di sicurezza che fumano, sono al cellulare, leggono il giornale davanti al turista, lo stato dei trasporti su acqua a Napoli per le isole e tanto altro. La nostra professionalita davanti al turista e dare sicurezza fa si che chi rientra al paese, parla bene del nostro paese perchè non possiamo più vivere di allodole di quello che era l’Italia che adessno non è più.
    Grazie dell’ascolto.

  36. da Salvatore Belcaro 24 ottobre 2013

    Gent.mo Ministro, sono piacevolmente colpito da questa iniziativa che finalmente consente a me ed al settore a cui appartengo (l’Animazione Turistica) di evidenziare la nostra esistenza nel mondo del Turismo. Da molto tempo si cerca di riorganizzare un settore che potrebbe contribuire, nel suo piccolo, a combattere la disoccupazione giovanile, ma che allo stesso tempo ha la necessità di una vera e propria riorganizzazione strutturale e di regolamentazione, e che combatte con un continuo “esodo” delle risorse economiche verso società che spostano le loro sedi all’estero (Svizzera in primis) per poter abbattere i costi delle contribuzioni. Ecco signor Ministro, il nostro problema (e credo che in larga parte sia fortemente quello di una legislazione impropria nell’ambito turistico per tutti i settori ad esso appartenenti) è che non si tiene minimamente conto della stagionalità delle nostre aziende ed iniziative che portano “sgravi” alle assunzioni a tempo indeterminato non aiutano in nessun modo le stesse. A mio avviso si potrebbe pensare ad una contrattualistica turistica stagionale “ad hoc”, che consenta di far emergere anche molta evasione fiscale, che oggi rappresenta anche la concorrenza scorretta nel mercato. Ovviamente bisognerebbe associare anche un ferreo controllo che consenta l’uso proprio di uno strumento contrattualistico vantaggioso (sempre per evitare il solito modo di approfittarsene tutto italiano!) e ne scoraggi l’uso improprio. So che forse questa può risultare una visione molto semplicistica del settore, ma credo che per riavviare l’economia serva far diventare vantaggiose le regole e non aggirare le stesse per sopravvivere. La ringrazio per la Sua attenzione e quella del Suo staff e Le auguro buon lavoro, restando a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione. Salvatore Belcaro

  37. da Roero Brusori 24 ottobre 2013

    Ritengo ogni tentativo fatto dal coordinamento pubblico in direzione della conoscenza, anche su base statistica, qualora rappresentativo di realtà consolidate e meritocratiche, possa senz’altro essere in teoria da vedersi e giudicarsi positivamente .
    A questo punto però, sarebbe di necessità virtù fornire un seguito concreto e visibile a diversificate realtà e risorse umane, seppure nella gran parte apprezzabili, soprattutto di tipo volontaristico, senza ricorrere alla solita e decotta valutazione programmatica, di volta in volta idealizzata o realizzata, al massimo solo parzialmente, da forze o soggetti politici, fin dall’inizio già in massima parte esautorate nel loro processo decisionistico e nelle conseguenti strategie per il raggiungimento di obiettivi concreti.
    Il supporto dovrebbe essere fornito a quelle iniziative, valutabili come innovative e in ogni caso concretamente realizzabili, tramite innovativi progetti di start-up, purtroppo non ancora considerati dalle statistiche di cui sopra, in quanto non venute ancora a galla, ma senz’altro rintracciabili, qualora richieste tramite adeguati mezzi d’indagine, ai promotori delle stesse.

  38. da MARILENA 12 novembre 2013

    SCUSI MINISTRO MA UN IMPRENDITORE NEL SETTORE TURISTICO CHE SVILUPPA VIAGGI CULTURALI NON PUO’ PRENDERE PARTE AL SONDAGGIO?

  39. da Wanda Selis 16 dicembre 2013

    Per diventare Guida Turistica Abilitata ,non ABUSIVA, ho sostenuto le prove di un concorso . Lavoro con difficoltà in un territorio ricchissimo ma mal gestito e disprezzato in tutti i modi possibili ,quasi un accanimento terapeutico . Poi su pressione di gruppi privati ,che già gestiscono Musei e Siti Archeologici etc ,e di tour operators stranieri si sta di fatto consegnando il nostro Patrimonio a queste persone.
    Un bel giorno si decide di istituire la Guida Nazionale ,con la scusa della liberalizzazione ma è solo una scusa, si prepara un ingresso trionfale a stranieri che lavoreranno come guide turistiche togliendo lavoro a coloro che sono Italiani opp che vivono in Italia da anni con persone che descriveranno l’Italia usando parole come “Mandolini,Mafia,Spaghetti”.Grazie per aver dato il Patrimonio Italiano ,di cui le Guide Turistiche Abilitate .sono le persone adatte a descriverlo considerando anche il forte legame con il territorio,a delle jene pronte a fare a brandelli questo Paese con una cultura secolare che non ha eguali nel Mondo .

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