Oggi è stato approvato il Decreto Cultura.

Sono davvero contento ma voglio dire che il merito è di moltissime persone e mi piacerebbe ricordarle tutte.
Non so come fare, sarebbe un elenco lunghissimo… dagli amici del Carlo Felice di Genova, a Fabiana che mi ha fatto capire che dovevo metterci impegno, ma anche passione; ai musicisti incontrati all’auditorium di Roma, al personale del mio Ministero che mi ha accolto a Pompei; ai cittadini e i rappresentanti degli Enti Locali di Caserta; agli amici di VenTo, di Twitter e di Facebook; a molti altri. In questi mesi ho percorso il nostro Paese in lungo e in largo ricevendo moltissime richieste di cambiamento e di tutela del nostro patrimonio collettivo, richieste che rischiano troppe volte di restare inascoltate.

Ma il Decreto è stato approvato in un giorno dolorosissimo, in cui molte donne, molti bambini e molti uomini sono morti a Lampedusa. Il Mediterraneo è stato il luogo della nostra storia, dell’incontro di molte civiltà, di conoscenza e confronto di culture differenti. Oggi si è trasformato in una tomba.

Qualcuno ha detto che la fuga dalle situazioni di difficoltà è l’ultimo modo per mantenersi vivi e continuare a sognare. Oggi si è spenta l’ultima speranza di sognare e di vivere di moltissime persone.


  1. da Saverio Catacchio 3 ottobre 2013

    Caro Ministro perché sul sito della Direzione Generale dello Spettacolo non compaiono i dati sulle assegnazioni Fus alle 14 fondazioni liriche sinfoniche almeno per gli ultimi anni. Grazie. Saverio Catacchio

  2. da Annarita Cecchini 4 ottobre 2013

    Grazie Ministro per aver ricordato noi,gli amici del Carlo Felice

  3. da Maristella Tagliaferro 4 ottobre 2013

    Caro MinistroCultura,

    trovo molto significativa la coincidenza dei due eventi. Il primo felice, costruito con il suo impegno e la sua passione, e con l’ascolto di tutti: fatto questo davvero straordinario, e di cui le siamo molto grati. Il secondo dolorosissimo, incancellabile nella sua tremenda tragicità.

    Penso che nessuno più possa pensare alla Cultura dell’Italia senza le Culture di tantissime persone che provengono da altri Paesi e scelgono di vivere tra di noi, proprio perché, come lei scrive, il Mediterraneo e’ stato luogo d’incontro di molte civiltà. Forse negli ultimi secoli lo abbiamo dimenticato: e’ ora di ricordarlo.

    Oggi, 4 ottobre, si ricorda San Francesco, che volle incontrare in Egitto il sultano ayyubide al-Malik al-Kāmil, nipote di Saladino, e con lui trascorse molto tempo, sicuramente in uno scambio profondo di sapienza dei cuori.
    Perciò oggi, a nome dell’Associazione culturale Armonia, la invito a partecipare come ospite d’onore a

    “Soffio di pace”

    serata dedicata alla Danza Mistica Semâ e a Preghiere inter-religiose che anche quest’anno si terrà pochi giorni prima di Natale: l’appuntamento e’ per giovedì 19 dicembre alle 19.30 al Palazzetto dello Sport di Noale (Venezia). Come da giovane ma ormai consolidata tradizione, interverranno leader spirituali di diverse professioni di fede delle comunità di immigrati presenti nel territorio Veneto.

    Invierò anche alla sua segreteria la richiesta con la relativa documentazione.

    Grazie per la sua costante attenzione, e’ davvero importante.

  4. da Angelo 4 ottobre 2013

    Ok! Andiamo avanti. Grazie! :) (y)

  5. da Gabriele De Veris 8 ottobre 2013

    Gentile Ministro, sono un bibliotecario, e sono lieto che in Italia abbiamo finalmente un decreto cultura: un buon inizio a cui aggiungere altre buone scelte e buone pratiche. Uno dei maggiori ostacoli – anche perché quasi ignorato- è la cancellazione della cultura quale funzione fondamentale degli enti locali; effetto nefasto del federalismo fiscale, che spinge i comuni a liquidare i servizi culturali, le biblioteche, i musei e chi ci lavora come professionista, aprendo le porte alle gare al ribasso e ai volontari tappabuchi. Una situazione che va sanata quanto prima, vista la condizione preoccupante delle biblioteche pubbliche. Pensiamo poi alle pressoché inesistenti biblioteche scolastiche, che altrove sono la base della promozione della lettura. E infine pensiamo ai tagli previsti nell’organico del Mibac, dove sarebbe opportuno ridurre finalmente il numero dei posti di mera burocrazia – spesso centrale. costosissima e di dubbia utilità – ripristinando gli organici di chi lavora sul campo: pensiamo solo alle dirigenze vacanti o ad interim delle biblioteche statali. Continuiamo ad avere fiducia, sperando di non illuderci, per cambiare davvero le cose prima che i giovani disoccupati (e competenti) di oggi diventino i vecchi disoccupati di domani.

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