Roma, 24 febbraio 2015
Al Presidente della Camera dei Deputati
On. Sig.ra Laura Boldrini

Illustre Presidente,

Ti scrivo per comunicare la mia intenzione di dimettermi dalla Camera dei Deputati che autorevolmente rappresenti e presiedi.
È, come puoi immaginare, una scelta sofferta, che provoca un autentico dispiacere e che sento il dovere di motivare.

In questi giorni si potrebbe concretizzare l’ipotesi di un mio maggiore impegno all’interno dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dove ho avuto l’onore di iniziare a lavorare nel 1993 con Rita Levi Montalcini, ed è oggi presieduto da Franco Gallo. Una posizione come quella che mi è stata proposta non mi consentirebbe infatti di dedicare tutta la dovuta attenzione e il necessario impegno ai miei doveri di parlamentare.

Pur non esistendo impedimenti formali, le mie motivazioni vanno lette nella scelta convinta di dedicarmi a tempo pieno alla vita di un Istituto dove mi sono formato, maturando quell’esperienza che ho provato a mettere con tutta la dedizione possibile, attraverso il mandato parlamentare, al servizio del mio Paese e dei miei concittadini.

La scelta del Partito Democratico di candidarmi, è stata una scelta mossa dalla consapevolezza della necessità di mettere la Cultura al centro dell’iniziativa politica; spero di aver interpretato nel modo migliore questa richiesta e le aspettative dei cittadini. Ho provato, anche nel periodo in cui ho avuto l’onore di ricoprire un ruolo istituzionale di diretta responsabilità, di tener viva la “sfera pubblica”, valorizzare tutte le forme di cittadinanza attiva, nella convinzione che sia l’unico modo per dare linfa alla democrazia, per ricostituire quel legame di fiducia che sembra essersi spezzato, partecipando a discussioni sul merito dei problemi, svolgendo un ruolo diretto nella definizione di una legge dedicata alla Cultura.

Spero di essere stato capace di rispettare questi doveri sia nel ruolo esecutivo che di legislatore; di sicuro mi ci sono dedicato con tutta la passione e le attenzioni possibili, convinto come sono del valore e dell’importanza delle istituzioni, nonché della necessità di interpretare il ruolo istituzionale come una missione. Ho cercato di conoscere e ascoltare le donne e gli uomini – moltissimi – che dedicano la loro vita alla Cultura, condividere quel sentimento che resiste forte nel Paese di rispetto verso i beni comuni. La straordinaria opportunità che ho avuto la fortuna di vivere ha segnato profondamente la mia vita, accumulando ricordi che non potrò mai dimenticare e intrecciando relazioni che mi auguro di poter continuare a coltivare.
Rispettare lo Stato e le Istituzioni significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre come obiettivo il bene della comunità. Ecco perché vivo con sofferenza questa scelta, ma sono nello stesso tempo convinto che siano molti i luoghi in cui si possa dare un contributo alla vita democratica del nostro Paese.

Il Parlamento è e deve restare un’istituzione fondamentale per l’espressione della volontà popolare, sebbene non siano mancati in questi due anni motivi di riflessione critica sulla conservazione della sua centralità nella formazione delle decisioni. Tuttavia non è questo tipo di considerazioni – che comunque varrebbe la pena di approfondire –, che mi porta a scegliere un’altra strada, bensì la convinzione di poter essere più utile cogliendo la nuova opportunità che mi viene offerta.

Ti chiedo di rivolgere un profondo sentito ringraziamento a tutti i parlamentari e a tutto il personale del Parlamento che con professionalità ha sempre avuto la pazienza di coadiuvare il mio lavoro.

 

Un caro saluto,

Massimo Bray

 


Commenti

Posta un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

󰁓