sibari 1Oggi ho visitato il Parco Archeologico di Sibari, per constatare di persona la situazione che, nel gennaio scorso, si è creata a causa dell’esondazione del fiume Crati, e che tanti cittadini, e non solo calabresi, mi avevano segnalato attraverso la posta elettronica e i social media.

Nell’esplorazione sono stato accompagnato dal deputato Enza Bruno Bossio; da Silvana Luppino, responsabile dell’area archeologica e dal sindaco di Cassano all’Ionio, Gianni Papasso. Tutti sono stati molto gentili e hanno dimostrato passione e determinazione che sono stato felice di poter contraccambiare con un po’ di studio, prima di arrivare in Calabria.

Il Parco Archeologico di Sibari costituisce un episodio importantissimo dal punto di vista storico-archeologico e culturale. Un’area che potrebbe non essere seconda a nessun’altra.

Di Sibari per secoli si conobbe soltanto quello che se ne poteva leggere nelle fonti antiche, che ne esaltavano ricchezza e potenza e ne descrivevano approssimativamente la posizione geografica. Ma nel 1932 avvenne che un contadino ritrovò, del tutto fortuitamente, il rocchio di una colonna classica. Un grande archeologo come Umberto Zanotti Bianco potè così cominciare gli scavi che avrebbero portato al disvelamento della bellezza di Sibari, i cui reperti sono conservati ed esposti nel Museo Nazionale della Sibaritide, inaugurato nel 1954.

foto 1Le fascinazioni del territorio in cui sorge l’area di Sibari (oggi una frazione di Cassano all’Ionio) riguardano anche il suo potenziale turistico e sono molteplici e così ben distribuite che fecero scrivere all’archeologo francese François Lenormant, dopo una visita che dovette suggestionarlo come, ancora oggi, Sibari può fare con chiunque la visiti e come del resto ha fatto con me, questa mattina:

“Non credo che esista in nessuna parte del mondo qualcosa di più bello della pianura ove fu Sibari. Vi è riunita ogni bellezza in una volta: la ridente verzura dei dintorni di Napoli, la vastità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia”.

C’è bisogno di nuove campagne di scavi per far emergere una città che nel IV secolo a.C. si estendeva su una superficie di 500 ettari. Quello che giace tra i corsi d’acqua del Crati e e del Coscile, in una piccola Mesopotamia magnogreca, è un tesoro che la storia ci ha consegnato e che abbiamo il dovere di valorizzare, nel rispetto delle regole e delle norme più rigorose del recupero archeologico, svolgendo un lavoro attento insieme alle istituzioni locali e ai responsabili tecnici.

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Il rilancio della cultura italiana sembra proprio essere destinato a cominciare dal Sud ed io, da meridionale, non posso che esserne orgoglioso.


  1. da Giuseppe De Marte 4 agosto 2013

    Grazie sig, Ministro Bray.
    E’ verissimo anche a noi calabresi, emigrati altrove, viene il magone a pensare che questi tesori siano così poco conosciuti e valorizzati. Ben vengano quindi accurate campagne di scavi e progetti di recupero del nostro territorio, offeso in mille modi, dalla natura e dalla speculazione edilizia ed umana, ma degno di risorgere a nuova vita grazie a tante energie giovanili che in Calabria ci sono e vogliono FARE per la loro terra.

  2. da Cosimo Bruno 4 agosto 2013

    ……..che alle tante belle parole seguano
    I fatti……Li aspettano tutti…MMM

  3. da Massimiliano 5 agosto 2013

    Lei non può nulla sig. ministro cosi come non hanno potuto nulla i suoi predecessori. Finché non maturerá questa consapevolezza nei calabresi nessuno potrà nulla.

  4. da Mariangela Maritato 5 agosto 2013

    Gentile ministro,
    oltre il politically correct c’è da notare che presso l’Ue non sono pervenuti progetti per finanziare i lavori di ammodernamento del Parco Archeologico lo scorso anno. Milioni di euro persi. Non per fare dietrologia, ma la competenza dei membri delle amministrazioni locali spesso oscilla tra la denuncia (che è compito della stampa) e la polemica sterile. Che ben venga adesso un sostegno dall’alto ma temo sia troppo tardi. Bisognerà attendere il prossimo anno per nuovi bandi e si spera abbiamo occhio, competenza linguistica (i progetti vanno presentati in inglese) e senso della bellezza e degli affari in tema di turismo per capirlo, a livello amministrativo in primis.

  5. da Caterina Ottomano 18 agosto 2013

    Non ho mai visitato l’area archeologica di Sibari, ma mi basta dare un’occhiata alla prima fotografia di questo post per capire che la manutenzione è carente (ciuffi d’erba invadono l’acciottolato in primo piano), che sono inesistenti i pannelli eslicativi, e che non ci sono coperture a tutela delle strutture e dei mosaici. Per quanto riguarda il museo, le didascalie sono carenti e solo in italiano. Ho consultato la statistica del ministero su incassi ed affluenza di visitatori nel sito da cui si evince che nel 2012 gli scavi hanno avuto solo 18.000 ingressi e ii museo archeologico 11.978 per un incasso totale di 6.168€. Non ho idea di quanti siano i custodi mpegnati, ma suppongo che ammonti ad alcune decine di unità, che per contratto non sono tenute a svolgere manutenzione ma solo vigilanza. I numeri di Sibari, purtroppo, sono condivisi da molti altri siti in tutto il territorio italiano: le poche risorse a disposizione del Mibac sono quasi completamente assorbite da custodi ed amministrativi, gli archeologi sono meno di 350 e non hanno il tempo materiale di occuparsi della valorizzazione in quanto impegnati nella tutela e nell’espletamento di assurde pratiche burocratiche. Che si fa? Ricordiamoci che il patrimonio culturale italiano non è nostro ma di tutta l’umanità, anche di quella futura e che abbiamo il dovere di preservarlo e conservarlo; non siamo in grado di farlo? Prendiamone atto e ricopriamo: la terra conserverà per chi verrà dopo di noi.

  6. da Pierino Calonico 19 agosto 2013

    Complimenti Dr.Bray… Lei ogni giorno che passa… dimostra di essere, concretamente, un grande Ministro della nostra Repubblica!!! La prego però di dare impulso e magari curare personalmente l’esecuzione di un serio progetto di recupero, tutela e valorizzazione del nostro tesoro archeologico di Sibari…perche (demografia regionale docet..) ora …come ora la Calabria non ha futuro!
    Un caloroso invito: visiti il sito web http://www.archeopollino.it
    Grazie e “Ad majora semper!!”

  7. da Luigi Montemurro 1 settembre 2013

    Davvero complimenti per il suo modo finalmente rinnovato di “trattare” la cultura e il patrimonio. È un compito che dovrebbe riguardare ogni cittadino quello di valorizzare il proprio territorio ma attraverso lo studio e la ricerca. Abbiamo bisogno di formare gente di cultura altrimenti costruiamo musei che sono gusci vuoti e festival che sono mero spettacolo e intrattenimento. Il senso così scivola via dalle opere che giacciono così inerti tra erbacce o in depositi. Per l’area archeologica di Sibari mi piacerebbe che si prendesse in considerazione l’esperienza greca di Vergina, un esempio di sito archeologico ben studiato e di grande impatto e fascinazione

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