Qualche appunto sul futuro delle piccole librerie

La settimana scorsa ho conosciuto Simone Rollo, nella sua libreria del centro di Lecce. L’ha chiamata “Officine Culturali Ergot”, dal nome comune della Claviceps purpurea, altrimenti detta “segale cornuta”, una varietà di cereale che contiene molti alcaloidi, e che per questo è stata associata ai misteri eleusini o alla magia. A questi temi di antropologia culturale, Simone ha dedicato la sua tesi di laurea e la sua attività di libraio ispirato.

Le Officine occupano delle stanze al piano terreno di Palazzo Falconieri, uno dei più belli della città sei-settecentesca.

Con Simone abbiamo discusso di reti di distribuzione di libri, dei loro costi spesso esorbitanti e delle opportunità che le tecniche digitali oggi offrono tanto agli editori quanto ai librai.

Una piccola libreria, specializzata in piccole e medie case editrici, se ben gestita può contare su un pubblico molto motivato, utilizzando con successo i suoi spazi anche per incontri e dibattiti (come Simone fa già egregiamente). Ma sono convinto che, un giorno non lontano, una tecnologia ebook ancora più avanzata – e meditata – di quella ora a nostra disposizione renderà possibile ad ogni libraio di diventare un secondo editore per i suoi clienti, selezionando di volta in volta dal mare della conoscenza dei testi codificabili, condivisibili e combinabili tra loro. Una guida essenziale per quella mixologia del sapere che diventerà l’editoria.


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