Un modello pugliese per crescere attraverso la Cultura

Oggi a Bari il Gruppo Consiliare Regione Puglia del Partito Democratico ha organizzato un incontro dal titolo: Ci stiamo applicando. Amministratori locali in azione.

L’incontro, cui non ho potuto partecipare a causa di impegni istituzionali sopraggiunti che non ho potuto spostare, era dedicato al lavoro degli amministratori locali, un tema che mi appassiona quando si pone l’obiettivo di tradurre in azioni concrete le esigenze e le attese delle persone e dei territori.

Sono convinto che uno degli strumenti migliori per realizzare questo obiettivo sia la valorizzazione del patrimonio culturale: un cardine attorno al quale si forma il senso di appartenenza a una comunità, per quanto grande o piccola sia.

Del “Decreto del fare”, approvato in Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, fa parte il programma “6.000 campanili”: 100 milioni di euro per 200 interventi nei comuni sotto i 5.000 abitanti, coinvolgendo il tessuto delle piccole e medie imprese. In Puglia molte realtà imprenditoriali operanti nel settore della cultura possono certamente candidarsi a far parte del programma.

Proprio in questi giorni, la nostra Regione ha cominciato a tracciare una delle vie percorribili per costruire un modello “Puglia” per la valorizzazione dei beni culturali: ritengo questa una scelta di grande importanza.

Per questo ho voluto esprimere, seppure attraverso un messaggio di saluto, la mia soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio Regionale della Puglia, di una legge recante “Disposizioni in materia di beni culturali”. Per la prima volta in Puglia, un provvedimento che riguardi il patrimonio culturale è frutto di un ampio lavoro collegiale tra il MAB (il coordinamento permanente tra le associazioni dei bibliotecari, degli archivisti e degli operatori museali italiani), l’Associazione nazionale archeologi Puglia ANA Puglia, l’Ente regionale pugliese e il MiBAC.

Vi sono contenute molte conquiste importanti per lo sviluppo sostenibile di un territorio che ha bisogno di una crescita economica, civile e sociale.

Mi riferisco all’istituzione di una Commissione regionale per i beni culturali; di una Soprintendenza regionale per i beni librari; la presenza di un archeologo che affianchi le commissioni locali per il paesaggio; la messa a disposizione di strumenti specifici per rendere fruibili i servizi bibliotecari e archivistici anche a soggetti non vedenti e ipovedenti.

Vorrei augurare al Gruppo Consiliare Regione Puglia del Partito Democratico che le proposte avanzate nel corso dell’incontro di oggi possano essere realmente applicabili al nostro straordinario territorio regionale, attraverso delle politiche vicine alle esigenze dei cittadini e soprattutto giuste. Infine, cari amici e compagni, mi auguro di vederci presto, per dare seguito insieme a questa bella iniziativa.


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