1. da RacheleVillani 2 agosto 2013

    Complimenti, è bello sentir parlare finalmente di cultura, di tutela, di risorse e ancora più bello che tutto questo venga affiancato ai giovani! Spero sia il primo di numerosi passi avanti per ciò che abbiamo di più caro in quanto italiani.

    A quando e dove il bando per i tirocini?

    Un cordiale saluto,
    Rachele Villani

  2. da Maurizio Michelucci 2 agosto 2013

    Caro Ministro,
    acqua fresca per un malato in coma

  3. da Giulio Bigliardi 2 agosto 2013

    500 posti da precario per 12 mesi? Questa la chiamate opportunità? Già la parola tirocinio fa capire che saranno sottopagati oltre che precari.
    Poi create un’altra soprintendenza? quelle che ci sono funzionano male, alcune non hanno neppure il soprintendente ma solo una reggenza e voi ne create un’altra? e in aggiunta mettete anche un nuovo super dirigente (che sarà superpagato a differnza dei tirocinanti).
    Servono ASSUNZIONI, e non di dirigenti, ma di persone che lavorano sul territorio, con un contratto decoroso e rispettoso del percorso di studi fatto. Gli uffici periferici del mibac cadono a pezzi, non hanno personale, i musei stanno aperti perché ci sono gli anziani che fanno i volontari. Ma li avete gli occhi? Ma dove vivete?

  4. da Maurizio Michelucci 2 agosto 2013

    La parte più propositiva è per lo spettacolo (ma senza fondi rimangono solo programmi). manca totalmente qualsiasi misura volta alla corretta e quotidiana MANUTENZIONE delle aree archeologiche e dei monumenti. Sostituire una tegola rotta tempestivamente, o effettuare un diserbo ed una piccola manutenzione degli intonaci e delle pavimentazioni musive, con pochi euro, può evitare danni e spese immensamente maggiori. Ma continuano a mancare quei pochi euro..

  5. da NadiaSergio 2 agosto 2013

    Beh, condivido pienamente con Rachele! Sono però delusa perchè si parla di giovani con meno di 35 anni! Perciò io ed altri come me, archeologi con specializzazione e dottorato ed esperienza decennale su cantieri, siamo praticamente “vecchi” per questo mercato perchè abbiamo oltre 35 anni….cosa dovremmo farcene quindi della nostra passione per la cultura e dei nostri anni di studio e sacrifici?
    Pretendo una risposta!

  6. da Alberto Buffolano 2 agosto 2013

    Gentile Ministro, quali sono le modalità di accesso agli stanziamenti per le opere musicali? Grazie
    Cordiali saluti.

  7. da S. 2 agosto 2013

    Signor Ministro,
    sono stata felice della nomina di una persona competente e appassionata a capo del MiBAC e considero l’approvazione del dl cultura un passo importante. Desidero però segnalare una criticità relativa ai provvedimenti previsti.
    Inizio citando un commento apparso sul sito dell’Unità:
    “che cosa s’intende per giovani? Perché ci sono generazioni sulla graticola da almeno un decennio, fuori dall’università, senza impiego nelle biblioteche o negli archivi o nello spettacolo, comunqeu nella cultura, da quando si è dismesso il partimonio di beni culturali, si è cominciato a tagliare, l’università è stata ridotta ai minimi termini. Chi risarcirà quelli che hanno continuato a fare ricerca, a studiare, fare lavoretti precari, scappare all’esterno per tornare quando in Europa le cose si sono fatte difficili anche per altri paesi? E aspettare, con sempre meno fiducia, fino allo scoramento, che genera rifiuto di una condivisione dell’impegno sociale e politico. A questo danno per la nazione come si potrà rimediare? Basta con gli slogan, come se l’essere sotto il 30 fosse diverso dall’essere fra i 30 e i 35. Soprattutto quando si conosce a memoria una lunga lista di ragazze e ragazzi, nomi e cognomi, di cui si conosce bene il valore, e si sa che hanno 30, 35, 40 o più anni e hanno subito sulla loro pelle il degrado di cultura, università, istruzione, e ora hanno voglia e bisogno di fare il mestiere che sanno fare, non hanno pretese, ma sono al bivio dell’abbandono per cercare la pura sopravvivenza.”
    L’autrice del post ha saputo descrivere perfettamente la situazione che noi potenziali lavoratori (il termine è voluto) museali e culturali dobbiamo affrontare perché ormai “vecchi”.
    Anche noi siamo laureati, specializzati, addottorati. Abbiamo scelto e seguito il nostro percorso con dedizione; molti di noi hanno sviluppato la loro professionalità grazie a collaborazioni discontinue e spesso non retribuite, che consideriamo comunque una fortuna. Abbiamo tenuto duro in un ambito così avaro di occasioni – difficile, del resto, trovare lavori di qualsiasi tipo; quanto alle possibilità all’estero, rimando all’intervento citato – fino a diventare, a quanto pare, troppo vecchi perché ci si permetta di lavorare. Non chiediamo (sono certa di non esprimere solo un punto di vista personale) di estromettere gli under ventinove, o trenta, o trentacinque; desideriamo però che anche a noi siano date opportunità.
    Grazie.

    • da Caterina Ottomano 3 agosto 2013

      25 anni, 35. anche se non ci fossero limiti di età, prestarsi a fare uno stage annuale sottopagato da parte di professionisti laureati, specializzati e spesso dottorati, mi sembra veramente umiliante.

      • da S. 4 agosto 2013

        E’ vero: purtroppo questo è uno dei tanti cattivi costumi che si perpetuano. certo che è umiliante, non solo per noi ma per la cultura stessa, che deve reggersi su palliativi e rattoppi. queste cose si accettano – quando si è così fortunati da trovarle – perché è altrettanto umiliante passare le giornate nel nulla, o a mendicare lavoretti non qualificati (benché comunque dignitosi). Teniamo anche presente che forse, la nostra condizione è rilevante quanto quella di centinaia di cassintegrati e operai dell’ilva, e non siamo così numerosi da fare notizia o farci sentire.

        • da S. 4 agosto 2013

          errata corrige: intendevo NON è così rilevante!

  8. da CarmelaTartani 2 agosto 2013

    Progetto molto ambizioso e soprattutto interessante, poiché coinvolge i giovani.
    l’Italia è un museo a cielo aperto e bisogna far sì che questo venga assolutamente tutelato! Non poteva esserci iniziativa più appropriata.

    Aspetto con ansia il bando per i tirocini.

    Cordiali saluti,
    Carmela Tartani

  9. da Marco Mangiante 2 agosto 2013

    Interessante ma bisognerebbe finirla con questi stupidi limiti di eta’..e’ ovvio che servono piu’ giovani per dare una spinta nuova alla cultura,in generale,e al paese in particolare,ma non saranno questi limiti di eta’ per cambiare questa situazione. Io comunque proporrei di dare più spazio all’iniziativa privata perché è evidente che lo stato non è in grado di gestire tutto il suo straordinario patrimonio.

  10. da Francesca Marcantonelli 3 agosto 2013

    Condivido in pieno con Nadia Sergio e di S., molti di quelli che non sono più giovani, over 35, un tempo lo sono stati e hanno perso la loro “gioventù” continuando la propria formazione e cercando di barcamenarsi tra tirocini, stage, borse lavoro e chi più ne ha più ne metta. Questo ha fatto sì che molti operanti nel settore anche volendo trovare un altro lavoro, presi dallo sconforto, non riescano a “spendersi” nel mercato perché troppo specializzati o con esperienze in un settore specifico che attualmente sembra proprio non offrire opportunità.
    Quel che desideriamo è che la passione per i Beni Culturali, che ci cotraddistingue, diventi una professione riconosciuta. La passione fa sì che ci si butti anima e corpo in quello che si fa. E quando c’è passione i risultati si vedono.
    Spero quindi di sentir presto parlare di provvedimenti per TUTTI i PROFESSIONISTI del settore, senza limiti di età, che prevedano OCCUPAZIONE.
    Chiediamo, ed è un nostro diritto, di poter lavorare nel settore per il quale ci siamo formati.
    Sarà pur difficile ma la cultura ed il turismo per il nostro paese sono come l’oro nero! Abbiamo una ricchezza immensa, invidiata da tutto il mondo, “sfruttiamola” ORA per far crescere il paese!
    Grazie e Buon lavoro,
    FM

    • da S. 3 agosto 2013

      Francesca, grazie per la solidarietà. Per chi non fa (o tenta ostinatamente, nonostante lo sconforto, di farne) parte di questo settore è difficile capire che non siamo inutili né falliti né, come è stato detto con grande insensibilità, bamboccioni. Tra l’altro, pizzerie e imprese di pulizie non amano gli storici dell’arte quarantenni. Non siamo inutili, soprattutto, perché i beni culturali sono un valore fondamentale dell’esistenza, a dispetto di quanti li concepiscono in una logica puramente economico-aziendalista. Tuttavia, non siamo neanche incapaci di confrontarci con il nuovo e di “portare una ventata d’aria fresca”, perché non consideriamo la nostra formazione un capitolo chiuso e ci aggiorniamo, forse con più difficoltà di fronte a certi strumenti rispetto ai ventenni. Non saremo noi a risolvere i problemi relativi a Pompei, al cinema, all’educazione musicale… che si sono stratificati per anni, ma siamo pronti a fare “secondo le proprie possibilità e la propria scelta”. Desideriamo farlo con la competenza acquisita grazie all’università pubblica (quindi siamo stati un investimento: perché sprecarlo?) e con umiltà. Aggiungo due spiegazioni circa il mio commento precedente. Ho citato il post dall’Unità (vorrei ringraziare di cuore l’autrice, se ci legge) perché esprimeva quello che avrei voluto scrivere io, sapendo però che le mie parole avrebbero risentito di tutta la preoccupazione, l’amarezza e la rabbia anch’esse difficili da capire per chi sta “fuori”. Spesso proviamo anche umiliazione, ed è per questo che una forma – lo ammetto, un po’ sciocca – di pudore mi ha fatto scegliere l’anonimato.

  11. da giovanni M 3 agosto 2013

    minkia!!!! Che decreto, a sentire tg e giornali radio, sembra che questo governo abbia inondato di euri il ministero, quando invece ha solo creato ulteriori dirigenti, porto a conoscenza di tutti che, per le Soprintendenze Archeologica ed ai beni Artistici e Storici del Friuli V.G, non è stato accreditato neanche un euro sul capitolo 1321, per capirci quello dove si attinge per il funzionamento, (pagamento bollette etc) da tre giorni sono scaduti i contratti con le imprese di pulizie per i M.A.N di Cividale del Friuli e di Aquileia, e non ci sono i soldi per rinnovarli, non ci sono i soldi per lo sfalcio delle erbacce nei siti archeologici, Il ministro, (strano ma vero, ho saputo che abbiamo un ministro) è stato a Cividale del Friuli il mese scorso, si è incontrato con mezzo Friuli, tranne naturalmente i dipendenti del ministero, Soprintendenti compresi, è andato al tempietto longobardo, (di proprietà del comune, dato in gestione ad una cooperativa,) ma non è andato al Museo Archeologico Nazionale che dipende dal suo ministero, il personale deve aspettare il cedolino di settembre per avere il pagamento delle competenze maturate da ottobre 2012 a giugno 2013, per il pagamento delle competenze da luglio in poi, chi vivrà vedrà. Ultima chicca, per pagare le aperture serali dell’ultimo sabato del mese ai dipendenti dei musei che faranno dette aperture, sono stati tagliati fondi dal capitolo per il funzionamento delle soprintendenze, mentre i fornitori di gas, luce, acqua e telefonia aspettano di essere pagate.

  12. da antonio de guglielmo 3 agosto 2013

    Mi auguro vivamente che riesca a mandare in porto l’idea della tax credit per il settore musica. Sarebbe una notevole boccata d’ossigeno x musicisti e produttori e, se fosse come il cinema (agevolazioni fiscali per imprese terze che apportano capitali), sarebbe un efficace strumento per attrarre risorse dai privati.

  13. da Pietro Melziade 3 agosto 2013

    Non trovo nell’elenco nessun esperto del Turismo.L’associazione Guide Campane offre gratuitamente piena collaborazione con l’intento di creare quei servizi ai quali i turisti esigenti sono abituati girando il globo.

  14. da Caterina 3 agosto 2013

    Premetto che considero Massimo Bray il migliore ministro dei beni Culturali che l’Italia abbia visto da almeno 30 anni a questa parte, cioà da quando, più o meno, ho cominciato ad avere a che fare con il ministero che dirige: io so, come sicuramente sa anche lui, che questo decreto ha delle lacune, dei punti oscuri, e che potrebbe essere migliorato. Negli ultimi giorni mi sono presa la briga di dare un’occhiata ai dati dell’ufficio statistica del Mibac per quanto riguarda i musei nazionali e le aree archeologiche e sono rimasta allibita. Pe prima cosa i dipendenti di area tecnico scientifica nel 2009 erano 3864, dei quali solo 350 archeologi e 490 storici dell’arte, contro 4649 amministrativi, 8371 custodi e 1253 occupati in attività ausiliarie. In secondo luogo i musei archeologici nazionali, antiquaria ed aree archeologiche in Italia sono circa 237 e la loro direzione (la figura del conservatore, a meno che non si tratti di soprintendenze speciali, non esiste) è affidata per il 90% a funzionari che hanno il compito primario di tutela e controllo del territori, che sono strangolati dalle pratiche burocratiche e che comunque non avrebbero le risorse economiche per riallestirli e pubblicizzarli. Questo perchè la maggior parte delle risorse del Mibac sono utilizzate per gli stipendi della valanga di custodi che li tengono aperti e dall’esercito degli amministrativi. Faccio un esempio: A Finale Ligure presso Savona c’è un piccolo museo archeologico sovvenzionato dal comune che impiega 1 conservatore, 2 addette alla didattica e 4 custodi che è stato riallestito recentemente con fondi CEE e ha staccato nel 2012 quasi 30.000 biglietti; sempre in Liguria, l’area archeologica della città di Luni con annesso museo, a gestione statale, ne ha emessi 17.544 (in maggioranza gratuiti) e impiega 15 custodi e 1 funzionario archeologo preposto solo a quel territorio. E’ evidente come il confronto sia sconcertante e come nessuna riforma del nostro sistema dei beni culturali sia possibile senza il riequilibrio ia delle risorse umane ed economiche a favore delle professionalità tecnico-scientifiche che l’università sforna a decine e centinaia ogni anno e che sono disoccupati o sottooccupati.

  15. da Dino (Firenze) 3 agosto 2013

    prima di stanziare 1 euro in più si vada a vedere come vengono usati nei singoli Istituti:

    Decreto “Valore Cultura”:
    “… Per facilitare l’accesso e la fruizione del patrimonio culturale da parte del pubblico, il MiBAC attuerà un programma straordinario di inventariazione e digitalizzazione …”

    Ecco come si “faciliterà l’accesso e la fruizione” nelle biblioteche del Ministero:

    Biblioteca Nazionale di Firenze. Regolamento interno:
    “Art. 4 …. 2. Le Sale di consultazione, la Sala manoscritti e la Sala musica sono sale riservate. L’accesso a queste sale è autorizzato dalla Direzione della Biblioteca, per motivate esigenze di studio o di ricerca, su richiesta dell’utente corredata da congrua documentazione…. Art. 6…. 1. Per consultare il materiale collocato nei fondi rari e i manoscritti di cui manchi la riproduzione è necessario essere preventivamente autorizzati. Sono autorizzati professori, ricercatori, dottorandi e altri studiosi qualificati; possono essere inoltre autorizzati per il periodo necessario alla loro ricerca gli studenti universitari in possesso di lettera di presentazione del docente e gli studiosi che possano documentare la necessità di servirsi di tale materiale.”!!
    http://www.bncf.firenze.sbn.it/informazioni/testi/regolamento.htm#4 “.

    Qui a Firenze, sulla stampa locale, si è già anticipato che parte del personale in esubero del Maggio fiorentino (una delle fondazioni liriche in forte perdita) passerà alle biblioteche del Ministero. Dov’è il risparmio per lo Stato? Tuteliamo il personale? Ok, ma dateci i servizi!! Quelle biblioteche, prima che del personale aggiuntivo, hanno bisogno di essere riorganizzate in modo diverso da come erano 20 e più anni fa! Qualcuno (un Commissario come Francesco Bianchi ora al Maggio?) ) deve decidere a cosa servono oggi, nel 2013!!
    Il personale di oggi, poi, non può essere quello della “pianta organica” degli anni delle “vacche grasse” e dei bilanci pubblici sfondati, come si sostiene per “giustificare” due mesi di interruzione dei servizi al pubblico per le ferie estive dei dipendenti!! Il numero di utenti che entrano in biblioteca diminuisce e anziché migliorare i servizi, aprire la sera (come nei musei!) si chiude e si va in ferie, e senza bisogno di presentare un “piano industriale” o rinunciare all’integrativo! La crisi delle biblioteche è tutta a scaricata dei lettori!!
    Se le biblioteche (i cui “bilanci” restano “segreti”, nonostante le reiterate richieste degli utenti….) restano quello che sono anche questi saranno soldi e personale sprecati, a carico dei contribuenti che non potranno nemmeno leggere i libri che custodiscono per … garantirsi le ferie!!

  16. da Dino (Firenze) 3 agosto 2013

    [errata corrige, se possibile:]

    Prima di stanziare 1 euro in più si vada a vedere come vengono usati nei singoli Istituti:

    Decreto “Valore Cultura”:
    “… Per facilitare l’accesso e la fruizione del patrimonio culturale da parte del pubblico, il MiBAC attuerà un programma straordinario di inventariazione e digitalizzazione …”

    Ecco come si “faciliterà l’accesso e la fruizione” nelle biblioteche del Ministero:

    Biblioteca Nazionale di Firenze. Regolamento interno:
    “Art. 4 …. 2. Le Sale di consultazione, la Sala manoscritti e la Sala musica sono sale riservate. L’accesso a queste sale è autorizzato dalla Direzione della Biblioteca, per motivate esigenze di studio o di ricerca, su richiesta dell’utente corredata da congrua documentazione…. Art. 6…. 1. Per consultare il materiale collocato nei fondi rari e i manoscritti di cui manchi la riproduzione è necessario essere preventivamente autorizzati. Sono autorizzati professori, ricercatori, dottorandi e altri studiosi qualificati; possono essere inoltre autorizzati per il periodo necessario alla loro ricerca gli studenti universitari in possesso di lettera di presentazione del docente e gli studiosi che possano documentare la necessità di servirsi di tale materiale.”!!
    http://www.bncf.firenze.sbn.it/informazioni/testi/regolamento.htm#4 “.

    Qui a Firenze, sulla stampa locale, si è già anticipato che parte del personale in esubero del Maggio fiorentino (una delle fondazioni liriche in forte perdita) passerà alle biblioteche del Ministero. Dov’è il risparmio per lo Stato? Tuteliamo il personale? Ok, ma dateci i servizi!! Quelle biblioteche, prima che del personale aggiuntivo, hanno bisogno di essere riorganizzate in modo diverso da come erano 20 e più anni fa! Qualcuno (un Commissario come Francesco Bianchi ora al Maggio?) ) deve decidere a cosa servono oggi, nel 2013!!
    Il personale di oggi, poi, non può essere quello della “pianta organica” degli anni delle “vacche grasse” e dei bilanci pubblici sfondati, come si sostiene per “giustificare” due mesi di interruzione dei servizi al pubblico per le ferie estive dei dipendenti!! Il numero di utenti che entrano in biblioteca diminuisce e anziché migliorare i servizi, aprire la sera (come nei musei!) si chiude e si va in ferie, e senza bisogno di presentare un “piano industriale” o rinunciare all’integrativo! La crisi delle biblioteche è tutta a scaricata sui lettori!!
    Se le biblioteche (i cui “bilanci” restano “segreti”, nonostante le reiterate richieste degli utenti….) restano quello che sono anche questi saranno soldi e personale sprecati, a carico dei contribuenti che non potranno nemmeno leggere i libri che custodiscono per … garantirsi le ferie!!

  17. da Chiara 4 agosto 2013

    bello sentir parlare di slancio della cultura ma…
    creare una soprintendenza sopra altre già esistenti per vedere se gesticono bene le gare d’appalto: mi sembra assurdo. Impiego di soldi ulteriori quando basterebbe riorganizzare quelle già esistenti e cacciare chi non lavora o lo fa a proprio beneficio: si stanno usando fondi pubblici, caspita… un minimo di etica, morale e decenza!
    ben 500 posti di lavoro… un lusso… Quanti sono i disoccupati in Italia? Parliamo poi dell’Italia che ha il 70% di opere artistiche/storiche nel mondo, non di una città. E poi farebbero tirocinio per 1 anno a fare archivio (anche quello serve certamente)… e il lavoro sporco (nel senso di polvere accumulatasi sui documenti negli anni) lo devono fare i tirocinanti. E poi? Dopo i 12 mesi? Certamente non è una risposta efficace in termini occupazionali a livello nazionale anche nell’ambito della cultura
    agevolazioni alle sale spettacolo: verrà tolto l’euro che era stato messo in più su ogni biglietto col fine di finanziare altro, non la cultura? Gli effetti benefici di questa agevolazione su chi ricadranno? Non va tutto ai grossi colossi?
    dato che da tantissimi anni la cultura è stata delegata alle realtà minori (tutto sommato i grossi colossi della cultura hanno sempre avuto un sostegno, anche se è vero che negli ultimi anni in misura minore), cosa si pensa di fare per chi la cultura la vuol far vivere nel quotidiano? Tutte queste medie/piccole realtà cui gli Enti pubblici si sono appoggiate e su cui hanno fatto affidamento per anni (spesso chiedendo prestazioni gratuite per il bene della cultura) non le prendono in considerazione? In fondo è proprio grazie a loro che per tutto questo tempo si è potuto godere di “cultura”. I vari grossi enti come Scala, Teatro Felice, Uffizi, … sono certamente importanti ma, oltre ad essere carichi di costi di gestione che non giustificano un risultato così indecente e cassa integrazioni per i dipendenti) sono degli spot nell’immensità e possibilità di fruizione che offre invece la proposta quotidiana di enti minori
    Le strutture, l’organizzazione, gli amministrativi, … servono, anzi sono fondamentali nel momento in cui c’è la “buona gestione”, altrimenti non si farebbe nulla se ci si dovesse avvalere solo di uno “scalpellino” senza pianificazione e team con cui coordinarsi. Ma non penso che ribaltare i numeri e avere una burocrazia così pensante, costosa, attaccabile poco etica, morale e spesso indecente sia né efficace né efficiente.
    Quando si capirà l’importanza del bene pubblico da gestire bene con tutto rispetto perché è di tutti e tutti devono avere la possibilità di accedervi?

  18. da Dino (Firenze) 4 agosto 2013

    Qualcuno ha trovato il testo del decreto?

    Io solo uno schema di “sintesi”, sul sito del Governo:
    QUI:
    http://www.governo.it/backoffice/allegati/72422-8853.pdf

  19. da giulietta 5 agosto 2013

    e le biblioteche?

  20. da MARIELLA 5 agosto 2013

    MA AVETE MAI SENTITO PARLARE DEI ” CATALOGATORI”?

    • da S. 6 agosto 2013

      tu, io, noi, i funzionari MiBAC, le soprintendenze sì. però credo che nella scelta abbia influito la necessità di pensare a qualcosa più ad effetto (esistenza di professionalità e programmazione VS articoli e statistiche sulla disoccupazione giovanile)

    • da Clara 9 ottobre 2013

      Certo.. esistono i catalogatori, hai mai sentito parlare della scheda OA?

  21. da Catia Corradi 5 agosto 2013

    Ma le biblioteche? Non sono cultura? Non hanno un valore?

  22. da Libero 5 agosto 2013

    caro Ministro
    Spero che mi perdonerà se invio queste prime riflessioni alle note sul DL qui pubblicato invece che aspettare una (poco probabile) convocazione del Consiglio superiore dei beni culturali. Intanto plaudo l’iniziativa che si pone l’arduo compito di rimettere al centro il problema cultura. Si parla finalmente delle fondazioni (che dopo l’infornata andrebbero come minimo soppresse e…..), di tax credit (che viene ripristinata…perché toglierla, ieri?), di contributi… infine di Pompei, Capodimonte/CE, archeologia Napoli ecc. (N.B. ma aspetto di leggere il testo ufficiale per essere più esaustivo).
    Dalle cose che leggo mi sembra abnorme ritornare per Pompei all’esperienza dei Commissari -…beh, oggi non più della protezione civile – che è stata nefanda. Cioè se possibile hanno ulteriormente incasinato la gestione e non hanno apportato risparmi e trasparenza. E’ vero che non erano made Mibac (ma nessuno l’ha mai chiesto!) ma almeno dovevano essere esperti di amministrazione, di gestione del personale e di organizzazione. Riproporlo oggi mi sembra che significhi parlare d’altro: il problema di Pompei è di direzione tecnica-amministrativa-scientifica. Questo è il dato ahinoi comune a quasi tutto il Mibac. Negli anni trascorsi c’erano dirigenti “squassati” ma però qualcosa facevano (penso a Capodimonte, a Roma archeologica, Firenze…) ma questi? Oggi con fondi taglieggiati, personale stremato…..chi è di questi che ha provato a misurarsi con le sfide della Spending review? (Legge che io non ho amato ma cmq ci si deve fare i conti, o no?) Questo ad invarianza di servizi: la sfida è in ciò. Questo avrebbe dovuto comportare la rivisitazione del’organizzazione del lavoro/ottimizzazione del personale, la sua mobilità, le modalità di spesa ecc. ma essendo cose antipatiche e “divisive” nessuno vi si cimenterà…tanto lo stipendio corre ed è sempre uguale!
    Alcune risposte ai post che mi precedono stanno qui e meno nell’attesa dell’EVENTO.
    (Un ricordo personale nel 1981 assistei all’incontro di Scotti con i Soprintendenti, la richiesta che fecero fu fondi e personale … e allora il ministero aveva una consistenza di 13.000 anime!).
    Sulla ri-separazione della Soprintendenza non ho parole in quanto qualche anno fa la dirigenza Mibac disse che Napoli era il museo di Pompei e che non potevano – le due realtà – mantenersi separate e che la divisione fatta allora da Scotti era stata una follia scientifica e gestionale. Oggi constatiamo che quelle ragioni non esistono più? (le dico che io, allora, avversai con altre motivazioni, l’unificazione; ma oggi che senso ha, dato che i problemi, mi sembra di capire, sembrano essere altri).
    Sui catalogatori invito solo a riflettere sulle esperienze consumate negli anni passati (l. 285/77, Giacimenti culturali, assistenti tecnici museali,LSU, giubilari ecc.) riguardo alle politiche del personale e al suo utilizzo: p.es. non appena entrano negli istituti vengono utilizzati in altre mansioni/funzioni ecc. Così restiamo ai sempre 5 milioni di schede!
    Un’ultima chiosa riguarda la possibilità di trasferire gli esuberi delle fondazioni nell’Ales, ma se non ricordo male l’Ales non ha organico e in più vive di commesse cioè l’Ales assume se qualcuno gli da’ i soldi per lavorare. O no?
    Mi scuso e spero in una discussione più articolata nel Consiglio e in sede di conversione.

  23. da Francesca 6 agosto 2013

    Anche le biblioteche sono beni culturali: peccato che anche questa volta se ne siano scordati!!! E poi massima solidarietà ai lavoratori del Maggio, ma nelle biblioteche servono altre professionalità!

  24. da Fausta 6 agosto 2013

    Ma le Biblioteche? Come mai non fanno parte del piano delle urgenze? Sa che sono patrimoni italiani quasi abbandonati a se stessi? Che ormai non vi è più nemmeno il personale per assicurare le aperture? Sa che i fondi antichi subiscono danni e furti continui (pensi alla biblioteca del Gerolamini a Napoli derubata dal proprio direttore)? Perché non fate nulla….ma neanche la comprendete nei patrimoni? E’ pazzesco

  25. da carotenutomr@gmail.com 6 agosto 2013

    Dove e quando sarà possibile consultare il bando? Che compenso sarà previsto al mese?

  26. da AB 9 agosto 2013

    Gent.mo Ministro,
    voglio premettere che apprezzo il suo stile di approccio in prima persona ed i suoi interventi che dimostrano una grande capacità di individuare alcuni dei problemi che colpiscono il funzionamento del Ministero.
    Desidero quindi sottoporle alcune perplessità scaturita dalla lettura di una bozza del provvedimento in elaborazione relativa alle funzioni attribuite al neonato ‘Direttore generale di progetto’ per il Grande Progetto Pompei ed alla ‘Unità Grande Pompei’.
    E’ argomentabile che la straordinarietà del progetto, la molteplicità degli stakeholders e la complessità del territorio circostante richiedano interventi di coordinamento specifici e particolari tuttavia si legge anche un depotenziamento della Soprintendenza sia nella conduzione e gestione del sito archeologico che nella sua partecipazione al progetto che non possono non avere effetti deleteri a lungo termine.
    Se, come si intende, gli organi previsti (Direttore ed Unità) hanno natura temporanea, al termine delle loro esistenza la gestione del sito dovrebbe tornare in capo alla Soprintendenza, che ne avrà però perso competenze e capacità.
    Forse anche il ‘supporto organizzativo ed amministrativo’ sarebbe più proficuo assegnando almeno una parte del personale previsto per la struttura di supporto direttamente alla Soprintendenza.
    Ma poi, quando si dice “In deroga a ogni disposizione di legge o di regolamento, le determinazioni assunte all’interno della Conferenza sostituiscono ogni altro adempimento e ogni altro parere, nulla osta, autorizzazione o atto di assenso comunque denominato [...]” non si rischia di far saltare anche gli opportuni controlli di legalità, così importanti in un territorio ad alto rischio?
    Saluti.

  27. da Giuseppe 29 settembre 2013

    Signor Ministro, lavoro in una Fondazione Lirica che da tre anni chiude il bilancio in pareggio. Nell’anno in corso la Fondazione è stata commissariata ed è venuto a galla un disequilibrio di bilancio di 3 milioni di euro che grazie ad un apposito piano di rientro, tagli agli stipendi e risparmi d’altro genere, porteranno il bilancio in pareggio anche quest’anno.
    La mia domanda è: come è possibile che la Fondazione ci parli di tagli al personale (previsti dal decreto) come se fosse in passivo e non del 5% in più che dovrebbe ricevere essendo “virtuosa”? A quale scopo si presenta un piano con decine e decine di esuberi senza la necessità di dover chiedere risorse al fondo salva teatri?
    Credo che rivedere la norma in questi aspetti sia fondamentale perché si è messa in mano un arma a qualcuno che può usarla in maniera assolutamente discrezionale già che da un debito di 100 euro esca fuori la giusta causa per licenziare non uno ma tanti lavoratori.
    Grazie per l’attenzione,
    Giuseppe da Palermo.

  28. da Marianna Angius 16 dicembre 2013

    Gentile Ministro, desidero esprimere la mia perplessità riguardo ad un punto in particolare del decreto “Valore Cultura”, ovvero quello relativo all’impiego di tirocinanti under 35 per il lavoro di inventariazione e digitalizzazione del patrimonio culturale. Le chiedo perché, ancora una volta, si preferisce creare altre situazioni di precariato invece di impegnarsi a valorizzare figure professionali che da anni attendono di vedere trasformate le proprie competenze, acquisite in anni di studi e sacrifici, in vero lavoro, pagato e stabile. Trovo sconcertante poi il “gioco di poltrone” che intende attuare per il progetto Pompei; c’è bisogno di nominare un super dirigente che lascerà di sicuro le cose come stanno (se siamo fortunati)? Non sarebbe meglio valorizzare e dare nuova linfa alle Soprintendenze già esistenti? Grazie. Marianna Angius da Soleminis (CA)

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