Dal più serioso al più spassoso, queste sono i 10 migliori siti, consultabili (più o meno) liberamente sul web, che costituiscono alternative a vario titolo e in vari campi all’onnipresente Wikipedia, eccezionale risorsa generalista. Alcune di essi sono abbastanza affidabili da poter essere citati in una bibliografia accademica. Altri, talmente divertenti da costituire un valido sostituito a una pagina di letteratura umoristica.

Ho escluso dalla lista casi di enclopedizzazione online di temi come la musica o il cinema (ad esempio, lo straordinario IMDB), qualora fossero caratterizzate in maniera spinta sul fronte delle inserzioni pubblicitarie e della promozione di sottoscrizioni (gratuite o a pagamento) per consultarne i contenuti. Con l’eccezione della “prima classificata”.

10. Instructables. Un approccio completamente differente al sapere, rispetto a Wikipedia, ma pur sempre fedele a un’ottica enciclopedistica. Sul sito web di Instructables trovate video tutorial per realizzare qualunque cosa, purché sia pratico e (facilmente) riproducibile. Volete costruire un dispositivo che, legato alla vostra cintura, possa tracciare il tempo che trascorrete fuori e dentro di casa? Ecco come fare. Lo stesso valga per una macchinina giocattolo fatta in casa dall’indubbio gusto retrò oppure per questi biscotti al cioccolato rivoluzionari.

9. Encyclopedia of Earth. Una collezione in continuo aggiornamento di risorse web dedicate all’ambiente: la storia e il futuro della Terra. Una rosa di autori qualificati e motivati (tra cui diversi italiani) ne costituisce la redazione allargata, che conta ormai più di 2.700 membri. Il contributo non è libero, ma è possibile presentare una richiesta per diventare autori di EoE tramite questa pagina. Per avere immediatamente un’idea del tenore scientifico di questa enciclopedia, vi consiglio di cominciare dalla voce dedicata al cambiamento climatico.

8. Art cyclopedia. Perfino il Precisionismo è adeguatamente rappresentato in questo fondamentale repertorio online delle arti visive. Passando per la Scuola di Barbizon, la Nuova Oggettività, il Tonalismo  AC è molto utile non solo per le oltre 9.000 voci dedicate a singoli artisti e movimenti, ma anche per i 2.900 siti web indicizzati e classificati, tutti inerenti alle arti figurative e agli artisti che hanno fatto la storia dell’arte. Un lavoro impareggiabile, frutto dell’impegno ciclopico del canadese John Malyon. Peccato per il design grafico davvero scarno.

7. Snopes. Si tratta della definitiva sistemazione sul web di un ampio archivio di leggende, tradizioni orali, bufale, racconti folklorici, mail di spamming e di phishing, miti e falsi miti della civiltà contemporanea e di numerose tra quelle del passato. Snopes non è costruita sul lavoro corale degli utenti della Rete, come in molti altri casi della lista, bensì sul benemerito lavoro di Barbara e David P. Mikkelson. Una voce da cui partire potrebbe essere quella dedicata alla famigerata bevanda austro-thailandese chiamata Red Bull.

6. Symbols.com. E’ la versione online e contemporanea di opere come l’Iconologia di Cesare Ripa. Symbols.com contiene qualcosa come 1600 articoli dedicati a 2500 simboli e segni convenzionali della cultura occidentale. Ne è già stato tratto un volume in formato cartaceo, disponibile su Amazon. Consigliato iniziare dall’indice visuale (che permette di raffinare le ricerche per criteri come forma e simmetria. Oppure, se avete voglia di avventure simboliche, fate click qui per una voce a caso.

5. Urban Dictionary. E’ l’insostituibile enciclopedia online degli slang e dei gerghi contemporanei, pescando ogni giorni nuove espressioni dalla stampa, dalla Rete, dalla strada. La più divertente tra tutte le letture della lista, UB è un bell’esercizio quotidiano per le mascelle: indulgere a un paio di voci casuali – c’è un apposito pulsante “random” in bella vista in home page – fa bene alla salute e al senso dell’umorismo. Una voce da morire dal ridere? Provate hillbilly.

UB è una risorsa fondamentale anche per quei neologismi instantanei, che nascono da una chat ma hanno subito valenza semantica, che disperdere negli oceani delle lingue del web sarebbe un gravissimo peccato. Il modello di aggiornamento di UB è collaborativo e l’approvazione delle nuove voci (e delle relative definizioni) è soggetta al giudizio di “commissioni” crowdsourced.

4. Wikihealth. Si tratta di una ricchissima Wikipedia medica legata ai temi della salute e del benessere psicofisico. Totalmente costruita grazie a contributi volontari di docenti, medici e paramedici, è una guida essenziale alla risoluzione di piccoli e grandi dubbi sul proprio stato di salute, che vanno dal mal di testa all’artite reumatoide, dal raffreddore alla dermatiti. Prima della consultazione diretta del vostro medico di fiducia, s’intende.

3. Scholarpedia. A differenza di quello che accade per Wikipedia, su Scholarpedia i contributi alle voci sono tutti firmati, da prestigiosi docenti degli Atenei di tutto il mondo.

Alla modifica dei contenuti di Scholarpedia si accede solo per invito. E’ l’unico sito, tra quelli che segnalo in questo post, dotato di un carattere relativamente elitario, un po’ come un A small world per studiosi e cultori di materie che vanno dall’astrofisica alle neuroscienze. All’atto d’iscrizione, da notare la scelta – fondamentale – tra più titoli accademici.

2. Visual Thesaurus. E’ un sorprendente dizionario interattivo dei sinonimi e dei contrari organizzato in maniera del tutto visuale. A partire da una qualunque espressione della lingua inglese, VT crea mappe linguistiche che “fioriscono” e si diramano davanti ai vostri occhi, facilitando l’apprendimento e l’esplorazione di nuovi orizzonti linguistici. Da localizzare in italiano quanto prima. Per cominciare, provate una parola come “nozze”.

1. The Garland Encyclopedia of World Music. Nonostante sia – peraltro misteriosamente – omonima di Frances Ethel Gumm (più nota alla storia del cinema come Judy Garland), la Garland Encyclopedia non è la più cospicua risorsa sul web che si occupi di musical. Bensì, è il più grande archivio consultabile online di world music. C’è la più bizzarra musica sacra mai ascoltata, c’è il “canto epico contemporaneo” [sic] e c’è anche la pizzica tarantata. 700 autori hanno già prodotto 9.000 pagine di testi per 1.217 saggi completi. Ma forse non è questa la feature più interessante della Garland, che è anche una discoteca online di decine di migliaia di titoli, accessibile gratuitamente previa iscrizione a un sistema interbibliotecario statunitense (e non ci vuole un hacker).

[in Huffington Post, 23 dicembre 2012]


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