Nello stendere questa nuova lista – dopo la bella risposta ricevuta a quella dedicata alle 10 alternative a Wikipedia, un po’ ci ho preso gusto – ho tenuto conto delle azioni che, a mio avviso, hanno contribuito maggiormente a modellare l’immagine della Puglia culturale, nel corso dell’anno appena passato. Ho scritto senza troppo badare alla mediatizzazione ricevuta dalle singole occasioni e con un occhio di riguardo agli eventi (parola che mi spingerà presto a proporre un bando per sinonimi ai miei amici di Twitter) che presentato un’eccellenza in almeno uno dei quattro criteri seguenti:

1. Sostenibilità economica dell’azione; 2. Utilizzo virtuoso di finanziamenti pubblici; 3. Bilancio ottimizzato tra tradizionalità e innovatività; 4. Apertura all’esterno.

Credo fermamente che la Puglia, la mia regione di origine, sia un esempio luminoso di come la cultura possa essere messa a frutto anche economicamente, nella prospettiva di consolidarla e di generarne di nuova senza gridare allo scandalo se, grazie a talenti non solo della produzione, ma anche del marketing culturale, il settore può sperare di non piangersi più addosso.

Dal punto di vista della programmazione, il rinnovamento continuo, nel solco di una consuetudine (folklorica o internazionalista che sia), è fortemente necessario, perché solo rigenerando regolarmente la sceneggiatura di quel gran teatro che è il processo culturale, senza mutare la grammatica alla base della sua assimilazione, l’obiettivo di fidelizzare, anno dopo anno, sempre più pubblici alle iniziative culturali di un territorio ricco di scenografie tramandate come quello pugliese (o come, del resto, quello italiano) sarà conseguito più facilmente.

Vorrei aggiungere, infine, che le liste hanno un vantaggio rispetto alle articolesse (di cui, siete avvisati, comunque non vi farò mancare copia, in futuro): stimolano la partecipazione dal parte dei lettori in modo straordinario, perché aggiungere un punto ad una lista è semplice e immediato, e favorisce la costruzione di commentari online modulari che finiscono per integrarsi perfettamente coi post cui fanno capo.

10. Il conseguimento di 41 nomination ai Nastri d’Argento e di 17 statuette del David di Donatello da parte dei film di lungometraggio presentati del Bif&st 2012, il festival internazionale del cinema di Bari, presieduto da Ettore Scola, che vedrà svolgersi la sua edizione 2013 dal 16 al 23 marzo 2013, di cui è già disponibile il programma generale.

9. Il fatto – questo puro, assoluto – che, a partire da Martina Franca, un’organizzazione infaticabile nel mostrare sempre nuovi aspetti scenografici del piccolo lembo di territorio che si è scelto come teatro e prodigiosamente aperta alle ultime sollecitazioni internazionali in fatto di approccio al linguaggio operistico, continui ad esistere, a sedurre e a proporre idee il Festival della Valle d’Itria. L’edizione 2013 potrebbe culminare il 27 luglio con la Serata Wagner, omaggiando i duecento anni dalla nascita del compositore di Lipsia.

8. L’ennesima, straordinaria organizzazione di mostra dedicata all’italien de Paris Giuseppe de Nittis, tra i più amati pittori italiani dell’Ottocento francese. Un talento che continua ad essere prestato con larghezza e lungimiranza da Palazzo della Marra, dove è ospitata la collezione della Pinacoteca Giuseppe De Nittis, a Barletta. Nel 2013 sarà la volta di Palazzo Zabarella a Padova, che di De Nittis esporrà, dal 19 genaio al 26 maggio, 12o dipinti, costituendo il corpus di una delle più grandi retrospettive dedicate all’artista.

7. L’iniziativa Discovering Puglia ideata dall’Agenzia Regionale del Turismo, Puglia Promozione, che ha messo in rete oltre 600 attività gratuite distribuite su tutto il territori, in quattro aree di interesse: Arte e Cultura, Natura e Sport, Riti e Tradizioni, Campagna e Sapori. Discovering Puglia è culminata nell’estate scorsa con gli Open Days Estate 2012, che hanno contato più di 100.000 presenze.

6. La conferma di un nuovo stanziamento Hospitality Fund – a partire da risorse europee (FESR) – da parte di Apulia Film Commission. Il fondo è destinato ad abbattere i costi sostenuti sul territorio pugliese per produzioni audiovisive, fino a 100.000 euro, per spese come “alloggio (alberghi, residence, locazione appartamenti), vitto (ristorazione, catering e cestini), viaggi e trasporti entro i confini regionali (noleggio mezzi inclusi)”. Il bando è disponibile qui, con prosime scadenze il 31 maggio e il 30 settembre 2013.

5. Yalla Shebab alle Manifatture Knos di Lecce. Il Primo Festival del cinema dedicato ai giovani del Medio Oriente e realizzato dall’Associazione Mena – Mille Eventi Nell’Aria, forte del finanziamento del programma Principi Attivi 2010 della Regione Puglia e delle opere cinematografiche di 50 autori diffusamente visti, commentati e compresi in sei giorni di apertura ad Est.

4. Qui sarò leggermente di parte e, dunque, breve. Il ruolo delle installazioni di  Mimmo Paladino nell’allestimento del palco del Concertone finale della scorsa edizione del Festival de La Notte della Taranta. Tra complessa numerologia, pura ispirazione luministica o simbolo di un countdown inesorabile e partecipato verso l’ora di l’inizio dello spettacolo.

3. Lo spazio Face to Face(s) al Medimex 2012 (Mediterranean Music Expo), che ha permesso a centinaia di musicisti di incontrare – senza particolari traumi – operatori musicali,  rappresentanti di istituzioni culturali e principali festival italiani ed internazionali nel corso di meeting, della durata di 10 minuti. L’area dedicata a questa innovativa forma di Business to Business musicale, non a caso, alla Fiera del Levante era affollata come e più di quella dedicata ai più importanti show di cantanti di grido.

2. Taranto – e il suo porto – che continuano ad essere talmente affascinanti da continuare ad ispirare gli artisti, come in barba alla lenta ma insesorabile preparazione dell’acme della tragedia sociale dell’Ilva (culminata poi con la manifestazione del 15 dicembre), come è successo a Paul Haggis ed Adrien Brody che l’hanno scelta come location per Third person.

1. Un unico evento svoltosi fuori dalla Puglia. Nel corso dell’ultimo viaggio pugliese del Treno della Memoria ogni ragazzo o ragazza partecipante all’iniziativa (perlopiù allievi delle scuole superiori e delle università) scelse il nome di una vittima della Shoah, proclamandolo ad alta voce per restituire centralità e singolarità all’identità di chi fu vittima dell’essere ridotto a molto meno di un numero. A Birkenau, sul sito del campo di sterminio.

[in Huffington Post, 9 gennaio 2013]


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